Formaggi e yogurt trainano il dairy Uk, latte e burro sotto pressione nei volumi

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Nel Regno Unito il mercato dei lattiero-caseari vaccini conferma una dinamica ormai strutturale: pressione sui volumi e crescita del valore guidata dai prezzi. I dati NIQ evidenziano una contrazione complessiva dei volumi (-0,5% su base annua) a fronte di un aumento della spesa del 6,1%, riflesso diretto di listini medi in rialzo. In questo contesto, emergono segnali chiave per industria e retail: polarizzazione delle preferenze (intero vs scremato), rafforzamento delle categorie a maggiore valore aggiunto come formaggi e yogurt, e un ruolo ancora centrale della stagionalità natalizia nel sostenere alcune performance. Un quadro che impone scelte mirate su pricing, assortimento e posizionamento di categoria.

Nel latte vaccino, la flessione dei volumi (-1,7%) riflette un progressivo ridimensionamento delle referenze tradizionali, in particolare parzialmente scremato e scremato, mentre il latte intero continua a crescere (+2,6%) grazie all’allargamento della base acquirenti. Il dato suggerisce una polarizzazione della domanda: da un lato il ritorno a prodotti percepiti come più “naturali” e meno processati, dall’altro una minore attrattività delle varianti funzionali standard, sempre più esposte alla competizione di alternative vegetali o di altra origine animale, anch’esse in crescita nei volumi.

I formaggi vaccini si confermano la categoria più resiliente in termini strutturali. Il +1,6% dei volumi, accompagnato da un +4% della spesa, segnala una buona capacità del comparto di trasferire a scaffale parte delle tensioni sui costi senza intaccare la domanda. Il cheddar, che da solo vale quasi il 45% dei volumi, cresce moderatamente (+0,7%), mentre le performance più brillanti arrivano da other cows’ cheese (+11,3%) e dal segmento snacking (+9,3%), sempre più rilevante in ottica di consumo occasionale e fuori pasto.

All’interno degli “other”, il cottage cheese emerge come vero driver di crescita: pur rappresentando circa un quarto dei volumi, contribuisce per oltre il 58% all’incremento della categoria. Una dinamica che compensa il calo di specialità, formaggi continentali, regionali britannici, processati e blu, e che rafforza il posizionamento del cottage come prodotto trasversale tra salute, praticità e versatilità culinaria.

Nel burro vaccino, il quadro resta più complesso. I volumi complessivi arretrano (-0,6%), ma la spesa cresce (+3,7%) grazie all’aumento dei prezzi medi. Il burro in panetto è l’unica sottocategoria in espansione (+4,7%), sostenuta da un orientamento dei consumatori verso prodotti percepiti come meno ultra-processati. Al contrario, le spalmabili continuano a perdere terreno (-3,2%), segnalando una possibile revisione futura degli spazi a scaffale e delle strategie promozionali.

Decisamente positivo il comparto yogurt, yogurt drink e fromage frais, che registra un +5,9% nei volumi e un +10,1% nella spesa. Qui il pricing rimane un fattore, ma la crescita è soprattutto trainata dalla domanda. Lo yogurt bianco standard segna il tasso più elevato (+19,6%), mentre lo yogurt magro è quello con il maggior incremento assoluto, con oltre 4,3 milioni di chili aggiuntivi acquistati. Un segnale chiaro di come salute, semplicità e value-for-money possano coesistere nella stessa categoria.

La panna beneficia infine della stagionalità natalizia, chiudendo il periodo con volumi in lieve aumento (+0,3%) e una crescita del valore (+9%) legata quasi interamente al rialzo dei prezzi medi. Le migliori performance arrivano da clotted, aerosol, crème fraîche e panna doppia, mentre arretrano panna da montare, panna singola e sour cream, indicando un consumo sempre più legato a ricette specifiche e momenti di utilizzo mirati.

Nel complesso, il mercato del dairy vaccino entra nel 2026 con un equilibrio fragile: il valore tiene grazie ai prezzi, ma la tenuta dei volumi dipende dalla capacità di intercettare nuove occasioni di consumo e di valorizzare le categorie a maggiore contenuto funzionale o premium. Per industria e distribuzione, la sfida sarà difendere i margini senza comprimere ulteriormente la domanda, attraverso un mix più selettivo di innovazione, formati e architettura di prezzo.

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