Francia, giro di vite sulla GDO: dopo Eurelec e Aura Retail, multa anche a Carrefour Eureca

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L’inasprimento dei controlli sulle negoziazioni commerciali nel largo consumo organizzato in Francia si traduce in una nuova sanzione significativa per il sistema delle centrali d’acquisto: Eureca Mayoristas, filiale del gruppo Carrefour, è stata multata per 6,1 milioni di euro per il mancato rispetto delle scadenze nella formalizzazione degli accordi con i fornitori. Il provvedimento, reso noto dalla DGCCRF e formalizzato dalla DREETS dell’Occitania, arriva al termine di un’indagine sul rispetto delle norme del codice di commercio in materia di trasparenza ed equilibrio nelle relazioni commerciali.

Nel dettaglio, le autorità hanno rilevato 19 mancanze legate all’obbligo di firmare entro il 1° marzo 2025 le convenzioni con i fornitori francesi, una scadenza che rappresenta un vincolo legale preciso nell’ambito delle negoziazioni tra industria e distribuzione. Un elemento rilevante emerso dall’istruttoria riguarda l’applicabilità delle norme francesi anche alle trattative condotte su scala europea: secondo la DGCCRF, infatti, quando i prodotti sono destinati al mercato francese, gli accordi devono rispettare il codice di commercio nazionale “indipendentemente dal diritto contrattuale applicato”, chiudendo di fatto possibili margini di arbitraggio regolatorio.

Eureca Mayoristas, che gestisce negoziazioni per conto del gruppo Carrefour con i grandi fornitori industriali, si trova quindi al centro di una linea di enforcement che punta direttamente alle centrali d’acquisto europee, spesso accusate di spostare parte delle trattative fuori dai confini francesi. La sanzione si inserisce in una più ampia offensiva delle autorità: a fine marzo Aura Retail, centrale comune a Intermarché, Auchan e Casino, è stata multata per 5,46 milioni di euro per violazioni analoghe, mentre a febbraio Eurelec, centrale europea di E.Leclerc, aveva ricevuto una sanzione ben più pesante, superiore ai 33 milioni di euro, per il mancato rispetto della scadenza su circa 70 contratti.

Il quadro che emerge è quello di un rafforzamento sistematico dei controlli su tutte le strutture di negoziazione, senza distinzione tra centrali nazionali, alleanze internazionali o piattaforme europee. Alla base di queste tensioni vi è il calendario delle trattative commerciali, che ogni anno si svolgono tra il 1° dicembre e il 1° marzo e definiscono le condizioni economiche e i prezzi dei prodotti a scaffale, esclusi quelli a marchio del distributore. Si tratta di negoziazioni spesso complesse e, secondo diversi operatori del settore, anche particolarmente dure, proprio per l’impatto diretto sui margini di industria e distribuzione.

Un aspetto peculiare del sistema francese è che le sanzioni per il mancato rispetto della scadenza colpiscono esclusivamente i distributori, una caratteristica che continua a essere oggetto di critiche da parte degli operatori della filiera. Per le centrali d’acquisto europee questo implica una revisione dei processi negoziali, con l’obiettivo di garantire la chiusura dei contratti entro i tempi stabiliti, anche in contesti caratterizzati da elevata complessità e coordinamento internazionale.

Al tempo stesso, il rafforzamento dell’enforcement potrebbe favorire una maggiore certezza per i fornitori, riducendo le aree di incertezza e rendendo più prevedibili le condizioni commerciali. Resta tuttavia aperto il tema dell’equilibrio tra rigidità normativa e flessibilità negoziale, in un contesto in cui le dinamiche di mercato richiedono spesso tempi più lunghi per la definizione degli accordi. In prospettiva, il rischio per gli operatori è un aumento dei costi amministrativi e del contenzioso, a fronte però di un sistema che punta a garantire maggiore trasparenza e correttezza nelle relazioni tra industria e distribuzione.

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