La spesa alimentare in Francia apre il 2026 con un segnale positivo, sostenuta da una maggiore frequenza di acquisto e da un consumatore ormai abituato a gestire il carrello in modo più selettivo. Secondo gli ultimi dati di Worldpanel by Numerator, nelle quattro settimane chiuse al 25 gennaio la spesa grocery nel canale generalista è cresciuta del 3,6% su base annua. A trainare l’andamento è stato soprattutto l’aumento delle visite in punto vendita: in media ogni shopper ha effettuato 0,5 transazioni in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un dato che conferma come la dinamica di crescita sia legata più alla frequenza che non all’incremento dello scontrino medio.
Tra i format, il canale di prossimità ha guadagnato 0,4 punti percentuali, raggiungendo una quota dell’8,1%, grazie sia all’ingresso di nuovi clienti sia a un’intensificazione delle visite. Anche l’online consolida il proprio ruolo: la quota sale di 0,3 punti fino al 10,9%, segno di un digitale ormai strutturale nelle abitudini di spesa. Sul fronte degli operatori, E.Leclerc mantiene la leadership con il 24,2% di quota di mercato, confermandosi primo player nel grocery francese.
Segue Carrefour, al 21,7%, in calo di 0,1 punti su base annua. Il gruppo, che ha recentemente ceduto le attività in Romania, registra nel mercato domestico una lieve flessione a valore, a fronte di volumi rimasti sostanzialmente stabili nell’ultimo periodo rilevato. La quota di Groupement Mousquetaires si attesta al 17,4%, in lieve crescita rispetto al 17,3% di un anno fa, consolidando la terza posizione nel ranking nazionale.
Performance particolarmente significativa per Coopérative U, che raggiunge il 13% di market share nelle quattro settimane considerate, in aumento rispetto al 12,3% dello stesso periodo del 2025. Un risultato che evidenzia la capacità della cooperativa di intercettare traffico e fidelizzare la clientela in un contesto competitivo maturo. In controtendenza Lidl, che perde 0,2 punti e scende al 7,9%, con una contrazione del 5% della spesa per carrello, segnale di una minore intensità di acquisto.
Più marcata la flessione di Auchan Retail, all’8,4% (-0,8 punti), penalizzata dalla riduzione della rete e da un indebolimento della loyalty. Nel complesso, i dati mostrano un consumatore francese che considera ormai l’alimentare una componente flessibile del budget familiare, orientato a compromessi e a una maggiore focalizzazione sui prodotti essenziali. In questo scenario, la capacità delle insegne di lavorare su frequenza, prossimità e valore percepito si conferma leva strategica per difendere e accrescere le quote di mercato.



















