Fresh Del Monte rafforza la disciplina finanziaria: più vendite, meno debito e focus su allocazione del capitale

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Fresh Del Monte chiude l’anno fiscale 2025 con una crescita delle vendite ma con una contrazione dell’utile netto reported, in un esercizio caratterizzato da pricing più robusto, miglioramento del mix e al contempo da oneri straordinari e svalutazioni che hanno compresso l’operating income.

Nel dettaglio, le net sales 2025 si attestano a 4,32 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 4,28 miliardi del 2024, grazie a un incremento trasversale in tutti i segmenti operativi. Il driver principale è rappresentato da prezzi medi unitari più elevati sia nel comparto fresh & value-added sia nel banana business, inclusi gli effetti degli adeguamenti tariffari in Nord America e il contributo favorevole del cambio, in particolare euro e sterlina.

La crescita è stata tuttavia parzialmente compensata da una riduzione dei volumi nella linea fresh-cut vegetable, coerente con le azioni strategiche avviate nel 2024, inclusa la cessione di asset di Fresh Leaf Farms, che hanno ridisegnato il perimetro operativo del gruppo.

Il gross profit sale a 399,1 milioni di dollari (da 357,9 milioni), con un miglioramento del margine lordo al 9,2%, sostenuto principalmente dalla performance del segmento fresh & value-added e da un mix più favorevole, con maggiore incidenza di categorie premium come l’ananas.

La fotografia cambia però a livello di redditività operativa: l’operating income scende a 137,4 milioni rispetto ai 196,3 milioni del 2024. A pesare sono stati soprattutto maggiori asset impairment charges legati a bananeti a bassa produttività nelle Filippine, oltre agli oneri connessi alla dismissione di Mann Packing e a minori plusvalenze su cessioni di property, plant & equipment rispetto all’anno precedente.

L’utile netto attribuibile alla società si attesta a 90,7 milioni, in calo rispetto ai 142,2 milioni del 2024, evidenziando come il 2025 sia stato un anno di transizione e pulizia di bilancio più che di massimizzazione dell’utile contabile.

Dal punto di vista B2B, il messaggio chiave è duplice: da un lato, il gruppo dimostra capacità di sostenere la top line attraverso pricing discipline, adeguamenti tariffari e gestione del mix; dall’altro, affronta in modo strutturale criticità agricole e di portafoglio, intervenendo su asset meno performanti e semplificando il perimetro.

«Il 2025 ha riflesso una solida esecuzione lungo tutto il business, sostenuta da disciplina sui prezzi, domanda continua nelle categorie core e forte attenzione al cash flow», ha dichiarato il chairman e CEO Mohammad Abu-Ghazaleh, sottolineando il miglioramento della flessibilità finanziaria e la riduzione del debito.

Per il 2026, il focus dichiarato resta su decision-making disciplinato e allocazione attenta del capitale, in un contesto dove volatilità climatica, costi agricoli e dinamiche tariffarie continueranno a influenzare la marginalità del settore ortofrutticolo globale.

In sintesi, il 2025 di Fresh Del Monte è meno una storia di crescita lineare dell’utile e più un esercizio di riposizionamento strategico e rafforzamento strutturale, con fondamentali operativi in miglioramento ma impattati da scelte straordinarie e fattori non ricorrenti.

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