General Mills archivia il terzo trimestre dell’esercizio 2026 con risultati in flessione, ma conferma la guidance sull’intero anno e rafforza il messaggio strategico di trasformazione del portafoglio, accelerando sul fronte delle dismissioni e del riposizionamento verso categorie a maggiore redditività.
Nel trimestre chiuso il 22 febbraio 2026 il gruppo ha registrato ricavi netti per 4,4 miliardi di dollari, in calo dell’8%, con una flessione organica del 3% influenzata dagli investimenti sui prezzi, dall’impatto delle dismissioni nel comparto yogurt nordamericano e da un confronto sfavorevole sulle spese commerciali.
L’utile operativo si è attestato a 525 milioni di dollari, in calo del 41%, mentre l’utile operativo rettificato è sceso del 32% a cambi costanti a 547 milioni; l’Eps diluito è diminuito del 50% a 0,56 dollari e quello rettificato del 37% a 0,64 dollari.
Nei primi nove mesi i ricavi hanno raggiunto 13,8 miliardi di dollari, in calo del 7%, mentre l’utile operativo reported è cresciuto del 6% a 3 miliardi grazie alla plusvalenza da circa 1 miliardo legata alla cessione del business yogurt negli Stati Uniti, a fronte però di una contrazione del 23% dell’utile operativo rettificato.
Il trimestre riflette una fase di transizione in cui il gruppo sta sostenendo investimenti significativi lungo tutta la catena del valore – prodotto, pricing, comunicazione e execution omnicanale – con l’obiettivo di rilanciare la crescita organica trainata dai volumi e migliorare la competitività dei brand.
“In linea con le attese, i primi tre trimestri sono stati impattati da investimenti, dismissioni e fattori temporali sfavorevoli, ma stiamo vedendo progressi in termini di quote e volumi”, ha dichiarato il ceo Jeff Harmening, sottolineando come il quarto trimestre dovrebbe beneficiare di comparazioni più favorevoli e di una dinamica più positiva delle vendite.
Il quadro operativo evidenzia una forte pressione sul Nord America Retail, che registra ricavi in calo del 14% a 2,6 miliardi e un utile operativo in flessione del 33%, mentre il segmento Pet cresce del 3% grazie all’integrazione di Whitebridge Pet Brands, pur con una dinamica organica negativa.
In difficoltà anche il Foodservice nordamericano, con vendite in calo dell’11%, mentre l’International mostra segnali più incoraggianti con ricavi in crescita del 7% e un utile operativo in aumento dell’87%, trainato da mercati come India e Cina.
In questo contesto, assume un ruolo centrale la strategia di reshaping del portafoglio, che affianca agli investimenti commerciali una revisione profonda degli asset per migliorare la qualità della crescita e la marginalità.
Dopo la cessione del business yogurt in Nord America, General Mills ha infatti annunciato anche la dismissione delle attività in Brasile a favore del gruppo locale 3corações, operazione che include due stabilimenti produttivi e marchi consolidati come Yoki e Kitano, attivi nelle categorie popcorn, condimenti ed ingredienti per la cucina.
Il deal, valutato circa 800 milioni di real brasiliani, riguarda un perimetro da circa 350 milioni di dollari di fatturato annuo e rappresenta un passaggio chiave nella strategia del gruppo volta a semplificare il portafoglio e concentrare le risorse sulle piattaforme globali prioritarie.
La cessione, il cui closing è atteso entro la fine del 2026, consentirà infatti di aumentare la marginalità operativa e rafforzare il focus dell’area internazionale su categorie a più alto potenziale come gelati super-premium, snack, prodotti messicani e pet food.
L’operazione si inserisce nel piano “Accelerate”, lanciato nel 2021 per migliorare la crescita organica e la creazione di valore, e conferma la volontà del gruppo di uscire da business ritenuti meno strategici o con profili di redditività inferiori.
Parallelamente, General Mills continua a investire in innovazione e valore per il consumatore, con interventi sui prezzi e sul posizionamento che stanno già mostrando segnali di miglioramento nei volumi e nelle quote, anche se a scapito della crescita a valore nel breve termine.
Sul fronte finanziario, nei primi nove mesi il cash flow operativo si è attestato a 1,6 miliardi di dollari, in calo rispetto all’anno precedente, mentre il gruppo ha distribuito dividendi per 987 milioni e riacquistato azioni per 500 milioni, mantenendo una disciplina nella gestione del capitale.
Per l’intero esercizio 2026, General Mills conferma una flessione delle vendite organiche compresa tra l’1,5% e il 2% e un calo dell’utile operativo e dell’Eps rettificato tra il 16% e il 20% a cambi costanti, riflettendo un contesto di consumo ancora debole e costi in aumento.
Il management punta tuttavia su un miglioramento significativo nel quarto trimestre e guarda al 2027 con maggiore fiducia, quando l’impatto degli investimenti sui prezzi sarà alle spalle e il rafforzamento della “remarkability” dei brand dovrebbe tradursi in una crescita più sostenibile.
Il messaggio è quindi quello di una fase di compressione dei risultati nel breve termine, funzionale però a una trasformazione più ampia che combina investimenti, efficienza e revisione del portafoglio per rilanciare la competitività nel medio-lungo periodo.



















