Il governo svedese ha annunciato un taglio temporaneo dell’Iva sugli alimenti, che passerà dal 12% al 6% dal prossimo aprile 2026 fino a dicembre 2027. La misura è inserita nella legge di bilancio che sarà presentata il 22 settembre al Parlamento e punta a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie in un momento di forte incertezza economica.
Il premier Ulf Kristersson ha spiegato che, nonostante i recenti tagli ai tassi di interesse, la crescita del Paese resta stagnante, frenata dagli effetti dei dazi imposti dagli Stati Uniti e dal lungo strascico dell’inflazione seguita alla pandemia. “Non è una crisi drammatica come quella del 2008-2009 – ha dichiarato – ma nel complesso è peggiore”.
Il piano del governo, che prevede misure espansive per 80 miliardi di corone (7,3 miliardi di euro), rappresenta la manovra più ambiziosa dai tempi del Covid. Secondo la vicepremier Ebba Busch, il taglio dell’Iva garantirà un risparmio medio annuo di 6.500 corone (590 euro) a una famiglia e di circa 4.400 corone (399 euro) a una coppia di pensionati.
Per vigilare affinché i benefici arrivino davvero ai consumatori, verrà istituita una “commissione alimentare” incaricata di monitorare l’andamento dei prezzi, in un mercato dominato da pochi grandi gruppi della distribuzione. Accanto al taglio dell’Iva, la manovra includerà un aumento degli assegni per l’alloggio delle famiglie a basso reddito per un costo di 655 milioni di corone, oltre a probabili riduzioni delle imposte sul reddito e sulle imprese. La spesa pubblica è destinata a crescere ulteriormente nei prossimi anni, sia per il rafforzamento degli impegni militari in ambito NATO sia per la transizione energetica.
Il debito svedese, che oggi è pari al 32% del Pil – tra i più bassi dell’Unione europea – è atteso in aumento, ma le finanze pubbliche rimangono solide rispetto alla media comunitaria (circa 90%). Il governo stima una crescita del Pil dello 0,9% nel 2025 e un’accelerazione fino al 3% nel 2026.



















