In Spagna l’inflazione rallenta ma il carrello della spesa continua a salire, alimentari ancora protagonisti dei rincari

Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Telegram
Email
Print

L’Instituto Nacional de Estadística spagnolo (INE) stima per novembre un’inflazione annua al 3,0%, in leggero rallentamento rispetto al 3,1% registrato a ottobre. Una frenata modesta ma significativa, che conferma la fase di raffreddamento graduale dei prezzi nella quarta economia dell’Eurozona. Il dato armonizzato europeo (HICP) si attesta invece al 3,1%, mantenendo la Spagna sopra la soglia del 3% per il terzo mese consecutivo.

L’evoluzione dell’indice generale riflette dinamiche divergenti: da un lato il calo dell’elettricità rispetto a novembre 2024 contribuisce a ridurre la pressione inflattiva; dall’altro, cresce il contributo dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche, che rallentano la discesa complessiva dei prezzi. L’INE segnala anche un effetto frenante legato alla categoria “tempo libero e cultura”, i cui prezzi scendono ma meno intensamente rispetto a un anno fa.

Il quadro appare più complesso osservando l’inflazione di fondo (core inflation): escludendo energia e alimenti non trasformati, il tasso annuo sale al 2,6%, un decimo in più rispetto a ottobre. Un segnale che la spinta inflattiva sta diventando più radicata nei comparti non volatili, riflettendo aumenti più uniformi nei beni industriali e nei servizi.

Su base mensile, l’indice dei prezzi al consumo cresce dello 0,2% rispetto a ottobre, confermando che le pressioni sui prezzi non sono del tutto rientrate. Per famiglie e imprese, l’attuale scenario indica una situazione ancora caratterizzata da costi elevati su diversi segmenti della spesa quotidiana, con implicazioni su consumi, margini operativi e programmazione degli investimenti.

Dal punto di vista macroeconomico, il dato di novembre mantiene la Spagna in una traiettoria inflattiva superiore alla media dell’Eurozona, elemento che potrebbe influenzare nei prossimi mesi sia le scelte di politica salariale sia le valutazioni della Banca Centrale Europea. La crescita della componente core, in particolare, suggerisce una persistenza delle tensioni sui prezzi, nonostante l’allentamento dei costi energetici.

In attesa della stima definitiva, attesa a metà dicembre, la fotografia tracciata dall’INE segnala un equilibrio fragile tra forze al ribasso e spinte rialziste: l’elettricità favorisce un rallentamento, ma alimentari e servizi continuano a rappresentare i principali motori della dinamica dei prezzi. Un equilibrio che continuerà a definire il ritmo della ripresa dei consumi e l’evoluzione del potere d’acquisto nella parte finale del 2025.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Pocket
WhatsApp
Non perdere niente! Iscriviti alla nostra newsletter.

Lascia un commento