Nel gennaio 2026 il potere d’acquisto delle famiglie britanniche torna a crescere, ma non per tutti. Secondo l’ultimo Income Tracker pubblicato da Asda, il reddito disponibile medio è aumentato di 4,24 sterline a settimana su base annua, portando a 261 sterline la somma residua dopo le spese essenziali.
Il dato fotografa un avvio d’anno in linea con la seconda parte del 2025, caratterizzato da un miglioramento moderato dei redditi discrezionali nominali, sostenuto soprattutto dal rallentamento dell’inflazione. A gennaio il tasso si è attestato al 3,0%, il livello più basso da marzo 2025, proseguendo il trend disinflazionistico iniziato in autunno.
Il quadro complessivo, tuttavia, resta a due velocità. Se la maggior parte delle famiglie ha registrato un lieve recupero della capacità di spesa, i giovani under 30 e i nuclei a più basso reddito continuano a essere penalizzati rispetto a un anno fa e, in alcuni casi, anche rispetto al periodo precedente alla crisi del costo della vita.
In particolare, sia la fascia under 30 sia quella tra i 30 e i 49 anni hanno evidenziato una contrazione annua del reddito disponibile, con minori risorse da destinare ai consumi non essenziali. I giovani, meno frequentemente proprietari di casa, risultano più esposti all’aumento degli affitti e destinano quasi il 70% del reddito lordo alle spese primarie, oltre a sostenere il carico fiscale medio settimanale più elevato.
Il risultato è che gli under 30 dispongono oggi di circa 20 sterline in meno rispetto al periodo pre-crisi. A gennaio il loro reddito disponibile medio si è fermato a 175 sterline a settimana, ben al di sotto del picco di 195 sterline registrato nel marzo 2021.
Ancora più critica la situazione del 20% più povero della popolazione. Per questa fascia il reddito disponibile si è ridotto su base annua, generando un divario di 71 sterline tra quanto incassato e quanto necessario per coprire spese essenziali come alimentari ed energia.
A commentare i dati è Sam Miley, Head of Forecasting and Thought Leadership del Centre for Economics and Business Research, che sottolinea come l’Income Tracker abbia iniziato il 2026 in continuità con la fine del 2025: una crescita nominale moderata dei redditi discrezionali, trainata principalmente dal rallentamento dell’inflazione, a fronte di un progressivo indebolimento della dinamica dei redditi lordi.
Secondo Miley, restano però “cicatrici significative” lasciate dall’inflazione a doppia cifra della crisi del costo della vita, in particolare per le fasce più vulnerabili, la cui capacità di acquisto non si è ancora pienamente ripristinata.
In questo contesto, Asda ribadisce l’impegno a sostenere le famiglie e ad aiutare i consumatori a far rendere di più il proprio budget, ricordando di essere regolarmente indicata come l’insegna più conveniente per la spesa settimanale nelle principali indagini indipendenti di confronto prezzi.
Il recupero del potere d’acquisto appare dunque reale ma fragile: la discesa dell’inflazione offre ossigeno ai bilanci domestici, ma il riequilibrio resta incompleto e disomogeneo, con giovani e fasce a basso reddito ancora lontani dai livelli precedenti alla crisi.



















