I dati sui prezzi alla produzione di dicembre 2025 delineano un quadro di progressivo raffreddamento delle pressioni sui costi industriali, un passaggio rilevante per l’industria agroalimentare dopo una fase prolungata di forte volatilità. Nel mese, i prezzi alla produzione dell’industria diminuiscono dello 0,7% su base mensile e dell’1,4% su base annua, accentuando la flessione rispetto a novembre.
La dinamica è riconducibile in larga misura al comparto energetico, con ribassi significativi dei prodotti petroliferi raffinati e una marcata riduzione dei prezzi della fornitura di energia elettrica e gas sul mercato interno (-6,9% tendenziale). Un fattore chiave per la filiera alimentare, dove i costi energetici incidono in modo strutturale su trasformazione, conservazione e logistica.
Al netto dell’energia, il quadro appare più stabile: i prezzi alla produzione risultano sostanzialmente invariati in termini congiunturali e mostrano una crescita tendenziale contenuta (+0,8/+0,9%). Un segnale che indica l’attenuazione delle pressioni inflattive di fondo e una maggiore prevedibilità dei costi per le imprese.
Sul fronte estero, i prezzi alla produzione registrano un lieve calo su base mensile ma tornano a crescere in termini tendenziali, soprattutto nell’area euro. In questo contesto, l’industria alimentare, delle bevande e del tabacco evidenzia un aumento dei prezzi del +4,6% sull’area euro, riflettendo una domanda più sostenuta e una maggiore capacità di trasferire i costi sui mercati internazionali.
Nella media del 2025, i prezzi alla produzione dell’industria crescono dell’1,8%, in netto recupero rispetto al calo registrato nel 2024. La crescita risulta più pronunciata sul mercato interno, ma resta moderata se si esclude la componente energetica. Per l’agroalimentare, questo andamento suggerisce un graduale riequilibrio tra costi e ricavi, con margini ancora compressi ma in fase di stabilizzazione.
In prospettiva 2026, il rallentamento dei prezzi industriali e la maggiore stabilità dei costi energetici rappresentano un elemento centrale per sostenere competitività, investimenti e innovazione di prodotto, in un contesto di domanda selettiva e di negoziazioni sempre più stringenti lungo la filiera.



















