Industria alimentare sempre più digitale: cresce l’uso dell’IA tra dati, cloud e innovazione di processo

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Emerge con forza anche nell’agroalimentare e nell’industria alimentare la spinta alla digitalizzazione e all’uso dell’intelligenza artificiale, che nel 2025 raddoppia in un solo anno la propria diffusione tra le imprese italiane. L’adozione di tecnologie IA nelle aziende con almeno 10 addetti passa infatti dall’8,2% del 2024 al 16,4%, segnalando un’accelerazione che interessa in modo crescente anche le filiere produttive del food & beverage.

Nel comparto agroindustriale, l’IA si sta affermando come leva strategica per migliorare efficienza produttiva, qualità, tracciabilità e sostenibilità, dalla gestione delle materie prime alla pianificazione della produzione, fino al controllo dei processi e alla sicurezza alimentare. Tuttavia, il percorso resta disomogeneo e fortemente influenzato dalla dimensione aziendale: mentre oltre la metà delle grandi imprese utilizza soluzioni di IA, le PMI – che costituiscono l’ossatura del settore – mostrano ancora un significativo ritardo.

A frenare l’adozione è soprattutto la carenza di competenze specialistiche: quasi il 60% delle imprese che ha valutato investimenti in IA ma non li ha realizzati indica proprio questo fattore come principale ostacolo. Un limite particolarmente rilevante per l’agroalimentare, dove l’integrazione tra know-how tecnologico e competenze di processo è cruciale.

Parallelamente cresce la dotazione digitale di base. Nel 2025 il 56% delle imprese utilizza software gestionali evoluti e oltre il 68% acquista servizi di cloud computing di livello intermedio o avanzato, strumenti fondamentali per gestire volumi crescenti di dati su produzioni, fornitori, logistica e mercati. Anche l’analisi dei dati compie un salto in avanti: in due anni le imprese che svolgono attività strutturate di data analysis salgono dal 26,6% al 42,7%.

Nel quadro delle politiche europee del “Decennio Digitale”, l’Italia mostra progressi significativi nel raggiungimento degli obiettivi 2030, soprattutto sul cloud e sulla digitalizzazione di base delle PMI. Resta però aperta la sfida dell’IA, dove il divario tra grandi imprese e PMI continua ad ampliarsi.

Per l’industria alimentare, l’adozione dell’IA si concentra oggi soprattutto su marketing e vendite, processi amministrativi e ricerca e sviluppo, ambiti chiave per l’innovazione di prodotto, la previsione della domanda e l’ottimizzazione delle formulazioni. Oltre la metà delle imprese che utilizza IA sperimenta anche soluzioni di IA generativa, impiegate per l’analisi di documenti, la gestione delle informazioni e il supporto decisionale.

Nel complesso, l’83,6% delle imprese non utilizza ancora alcuna tecnologia di IA, segnalando ampi margini di crescita. Per il settore agroalimentare, la sfida dei prossimi anni sarà trasformare una diffusione ancora sperimentale in un’adozione strutturata, capace di rafforzare competitività, resilienza delle filiere e transizione verso modelli produttivi più sostenibili e data-driven.

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