Inflazione in ripresa nei negozi UK: a gennaio prezzi in aumento dell’1,5%, trainati dal food

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L’inizio del 2026 segna un nuovo rialzo dell’inflazione nei negozi del Regno Unito, conun’accelerazione più marcata rispetto alla fine dello scorso anno. Secondo i dati relativi alla prima settimana di gennaio, l’inflazione dei prezzi al dettaglio ha raggiunto l’1,5% su base annua, in aumento rispetto allo 0,7% di dicembre e sopra la media degli ultimi tre mesi.
Il dato conferma come le pressioni sui costi non si siano affatto esaurite, smentendo le ipotesi di un picco ormai alle spalle. La dinamica è trainata soprattutto dal comparto alimentare, che continua a registrare incrementi superiori alla media generale. L’inflazione del food sale infatti al 3,9% annuo, contro il 3,3% di dicembre, superando anche in questo caso la media trimestrale. Ancora più sostenuto l’aumento dei prezzi dei prodotti freschi, che toccano il +4,4%, con carne, pesce e frutta tra le categorie più colpite.
Pesano sia le difficoltà di approvvigionamento sia una domanda che resta solida nonostante il contesto economico. Anche il segmento dell’ambient registra un’accelerazione, con un’inflazione al 3,1% rispetto al 2,5% del mese precedente.

Sul fronte non food, il quadro mostra un’inversione di tendenza. Dopo mesi di calo, i prezzi tornano in territorio positivo (+0,3% annuo), trainati da categorie come arredamento, pavimenti e cura della persona. Secondo British Retail Consortium, l’aumento è legato in larga parte ai costi energetici e all’incremento dei contributi sociali, che continuano a riflettersi sui listini. La CEO Helen Dickinson sottolinea come l’attuale contesto renda sempre più complesso per i retailer assorbire gli aumenti senza scaricarli sui consumatori. Margini già sottili e nuove pressioni regolatorie riducono infatti lo spazio di manovra per contenere i prezzi.

Dal lato dei consumatori, gennaio resta un mese di cautela negli acquisti. Tuttavia, non mancano opportunità di risparmio, soprattutto grazie alle promozioni ancora attive nel non food. Lo evidenzia NIQ, che segnala come molti retailer alimentari stiano continuando a ridurre i prezzi su prodotti di uso quotidiano per sostenere i flussi in negozio. Per Mike Watkins, la competizione resta intensa e spinge gli operatori a bilanciare inflazione e attrattività commerciale. Il quadro complessivo resta però fragile e conferma che, almeno nel breve periodo, le famiglie britanniche dovranno fare i conti con un carrello ancora più caro.

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