A gennaio 2026 i prezzi di vendita all’ingrosso in Germania sono cresciuti dell’1,2% su base annua, ma è nel comparto agroalimentare che si registrano le dinamiche più interessanti per la filiera. Secondo i dati diffusi da Statistisches Bundesamt (Destatis), il segmento “Nahrungs- und Genussmittel, Getränke und Tabakwaren” ha segnato un aumento dell’1,6% rispetto a gennaio 2025 e dello 0,2% rispetto a dicembre.
Il dato conferma una pressione moderata ma persistente lungo la catena di approvvigionamento, con andamenti differenziati tra materie prime agricole e prodotti trasformati. A spingere verso l’alto l’indice sono stati soprattutto zucchero, dolciumi e prodotti da forno, che hanno registrato un incremento del 12,5% su base annua (+0,3% sul mese), riflettendo tensioni ancora presenti nei costi delle commodity zuccherine e nei trasformati.
In crescita anche caffè, tè, cacao e spezie, con un +4,1% rispetto a un anno prima, pur in presenza di una flessione congiunturale dell’1,4%, segnale di una possibile fase di assestamento dopo i forti rincari osservati negli ultimi trimestri. Per la carne e i prodotti a base di carne si rileva un +4,0% tendenziale, ma un lieve calo mensile (-0,4%), indicativo di un equilibrio ancora fragile tra domanda interna e costi di allevamento.
Sul fronte opposto, si registra una significativa contrazione dei prezzi all’ingrosso di cereali, tabacco grezzo, sementi e mangimi, in calo dell’8,2% su base annua, sebbene sostanzialmente stabili rispetto a dicembre (+0,1%). Il ribasso delle materie prime agricole di base potrebbe tradursi nei prossimi mesi in un alleggerimento dei costi per l’industria mangimistica e zootecnica.
In flessione anche latte, latticini, uova, oli alimentari e grassi, con un -5,7% su gennaio 2025 e un -1,1% su dicembre. Questo andamento riflette un quadro di maggiore disponibilità di prodotto e una normalizzazione delle tensioni che avevano caratterizzato la fase post-2022.
Nel complesso, l’agroalimentare tedesco mostra dunque un quadro a doppia velocità: da un lato, trasformati e categorie a maggior valore aggiunto ancora in aumento; dall’altro, materie prime agricole in calo, con potenziali effetti di riequilibrio sui margini industriali e sulla formazione dei prezzi al consumo.
Per operatori, distributori e industria food & beverage, l’evoluzione dei prezzi all’ingrosso rappresenta un indicatore cruciale per pianificare politiche di acquisto, contratti di fornitura e strategie di pricing in un contesto europeo che resta sensibile alla volatilità delle commodity agricole.



















