Secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat, a febbraio 2026 l’inflazione in Italia mostra una nuova accelerazione, con l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) che registra un aumento dello 0,8% su base mensile e dell’1,6% su base annua, in crescita rispetto al +1,0% di gennaio.
La risalita del tasso inflazionistico è trainata soprattutto dall’andamento dei servizi, che evidenziano un rafforzamento della dinamica dei prezzi. In particolare, aumentano con maggiore intensità i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, che passano dal +3,0% al +4,9%, e i servizi relativi ai trasporti, che accelerano dallo 0,7% al +3,0%. A incidere è anche il rincaro degli alimentari non lavorati, saliti dal +2,5% al +3,6% su base annua.
Al contrario, alcuni comparti contribuiscono a contenere la crescita complessiva dei prezzi. Prosegue infatti la flessione degli energetici, con un calo tendenziale del 6,6%, che si amplia rispetto al -6,2% registrato nel mese precedente e riguarda sia le componenti regolamentate sia quelle non regolamentate.
Nel dettaglio, tra i beni energetici regolamentati si accentua la discesa dei prezzi del gas naturale nel mercato tutelato, mentre restano stabili quelli dell’elettricità. Anche i carburanti mostrano una dinamica negativa più marcata rispetto ai mesi precedenti.
Parallelamente si osserva un incremento dell’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, che sale dal +1,7% al +2,4%, segnalando pressioni diffuse soprattutto nel comparto dei servizi.
La divergenza tra beni e servizi continua dunque ad ampliarsi: a febbraio i prezzi dei beni registrano una lieve diminuzione su base annua (-0,2%), mentre quelli dei servizi accelerano dal +2,5% al +3,6%, portando il differenziale tra i due comparti a 3,8 punti percentuali, rispetto ai 2,7 del mese precedente.
Sul fronte dei consumi quotidiani, la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” – che include alimentari, prodotti per la casa e per la cura della persona – si attesta al +2,2%, in aumento rispetto al +1,9% registrato a gennaio.
Nel confronto mensile, l’aumento dello 0,8% dell’indice generale è dovuto soprattutto ai rincari dei tabacchi (+3,3%), dei servizi ricreativi e per la cura della persona (+2,1%) e dei servizi di trasporto (+2,0%), oltre all’incremento degli alimentari freschi (+1,1%).
Secondo le stime preliminari, anche l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), utilizzato per il confronto a livello europeo, registra una crescita dello 0,6% su base mensile e dell’1,6% su base annua, confermando la tendenza al rialzo dell’inflazione nel secondo mese dell’anno.
Il quadro che emerge indica dunque un’inflazione ancora moderata ma in ripresa, sostenuta soprattutto dal comparto dei servizi e dai prodotti alimentari freschi, mentre il calo dei prezzi energetici continua a svolgere un ruolo di contenimento sull’indice generale.



















