Nel 2025 il comparto italiano delle conserve di pomodoro consolida il proprio peso strategico a livello globale, confermando la leadership nell’export e recuperando posizioni sul fronte produttivo, in un contesto internazionale segnato da forti squilibri dell’offerta. La produzione nazionale di pomodoro da industria – secondo i dati diffusi da Ismea – ha infatti superato i 5,8 milioni di tonnellate, riportando l’Italia al secondo posto mondiale alle spalle degli Stati Uniti, grazie a una crescita dell’11% rispetto al 2024 e superiore anche alla media dell’ultimo triennio. Questo risultato si inserisce in uno scenario globale in contrazione, con una produzione mondiale stimata in calo del 12%, soprattutto per il drastico ridimensionamento della Cina.
A sostenere la crescita italiana è stato in particolare l’aumento delle superfici coltivate, salite a circa 78.700 ettari, mentre le rese sono risultate più contenute a causa delle criticità climatiche, tra crisi idrica al Sud e anomalie meteorologiche al Nord. Nonostante ciò, la qualità del prodotto si è mantenuta elevata, consentendo alla filiera di restare competitiva. Sul piano commerciale, l’Italia si conferma primo esportatore mondiale di conserve di pomodoro, davanti a Cina, Spagna e Stati Uniti, con esportazioni che nella campagna 2024/25 hanno superato i 2,8 miliardi di euro e un saldo commerciale oltre i 2,5 miliardi. Un primato costruito su una forte specializzazione nei prodotti a maggior valore aggiunto, come passate e pelati, che rappresentano la quota principale dell’export.
Il posizionamento internazionale resta solido anche in termini geografici, con oltre la metà delle esportazioni dirette verso l’Unione europea e una presenza in circa 180 Paesi, a conferma della capillarità della distribuzione e della riconoscibilità del prodotto italiano. Parallelamente, il mercato interno evidenzia segnali di rafforzamento. Nella stagione commerciale 2024/25 gli acquisti domestici di conserve di pomodoro sono cresciuti del 2% in volume, accompagnati da una lieve riduzione dei prezzi medi che ha favorito un incremento della spesa complessiva delle famiglie.
All’interno dei consumi emerge una progressiva evoluzione verso prodotti a maggiore contenuto di servizio e valore aggiunto: passate, sughi pronti e conserve biologiche guadagnano quote di mercato, mentre arretrano le categorie più tradizionali come polpe e pelati. In particolare, il segmento bio registra una crescita significativa, sostenuta da una maggiore attenzione dei consumatori alla qualità e alla sostenibilità. Il quadro complessivo è ulteriormente rafforzato dal contesto internazionale, caratterizzato da un’offerta più contenuta, soprattutto per il forte calo produttivo cinese, che riduce la pressione competitiva sui mercati globali. In questo scenario, la filiera italiana del pomodoro da industria affronta la nuova campagna con due leve fondamentali: da un lato il recupero produttivo, dall’altro una leadership consolidata nell’export, elementi che consentono di guardare al futuro con un cauto ottimismo, pur in presenza di variabili legate ai costi, al clima e alla volatilità dei mercati.



















