JBS cresce nelle vendite ma vede gli utili scendere: il ciclo del bestiame pesa sui margini USA

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JBS, il più grande produttore di carne al mondo, archivia un terzo trimestre in chiaroscuro: utili in flessione, ma ricavi in crescita a doppia cifra. Il gruppo brasiliano ha infatti registrato un utile netto di 581 milioni di dollari (499,5 milioni di euro), in calo rispetto ai 693 milioni (595,8 milioni di euro) dello stesso periodo dell’anno precedente. A pesare sono stati soprattutto i margini negativi del comparto bovino negli Stati Uniti, ancora condizionato da un ciclo della mandria particolarmente sfavorevole.

Secondo quanto indicato nella trimestrale, l’industria sta affrontando una disponibilità di bovini ai minimi degli ultimi anni, con prezzi dei capi vivi ai massimi storici che continuano a comprimere la redditività. “Il ciclo del bestiame resta sfidante e la disponibilità resta limitata”, ha sottolineato il gruppo, aggiungendo che la situazione non appare destinata a normalizzarsi nel breve. L’amministratore delegato Gilberto Tomazoni ha confermato che lo scenario resterà complesso: le forniture ridotte negli Stati Uniti continueranno a impattare sulle performance del segmento beef anche nei prossimi trimestri.

Sul fronte operativo, l’EBITDA rettificato si è attestato a 1,835 miliardi di dollari (1,6 miliardi di euro), inferiore ai 2,153 miliardi (1,9 miliardi di euro) registrati un anno fa. In controtendenza, il fatturato netto è cresciuto del 13% raggiungendo 22,6 miliardi di dollari (19,4 miliardi di euro), con incrementi in tutti i segmenti di business.

La divisione bovina brasiliana ha evidenziato performance particolarmente solide, spinte dall’export e da un aumento congiunto di volumi e prezzi, sostenuti anche dalla progressione dei listini sul mercato domestico. Tomazoni ha però segnalato che nel 2026 la mandria brasiliana potrebbe ridursi leggermente, complice un maggior numero di vacche macellate rispetto ai capi maschi nel secondo trimestre. Il Brasile, dove JBS è nata, continua comunque a rivestire il ruolo di principale esportatore mondiale di carne bovina e mantiene la mandria commerciale più ampia a livello globale.

La divisione di prodotti trasformati Seara ha invece messo a segno il più alto volume export della sua storia, nonostante i blocchi temporanei alle importazioni imposti da Cina ed Europa dopo un caso di influenza aviaria rilevato a maggio. Le restrizioni hanno però costretto JBS a riorientare alcuni tagli di pollo verso mercati alternativi, con conseguente pressione sui prezzi. A incidere negativamente sui risultati del perimetro brasiliano è stato anche l’apprezzamento della valuta locale, che ha eroso la competitività dell’export. Tomazoni ha ribadito che la volatilità del cambio resta un fattore da monitorare per la restante parte dell’anno.

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