Kerry accelera su gusto, nutrizione e biotech: Americhe motore della crescita 2025

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Kerry Group, multinazionale irlandese attiva nelle soluzioni per gusto, nutrizione e ingredienti funzionali per l’industria alimentare e delle bevande, chiude il 2025 con una performance che evidenzia un calo dei ricavi reported ma un miglioramento dei fondamentali operativi. Il gruppo ha generato 6,8 miliardi di euro di fatturato, in flessione del 2,5% su base annua, nonostante una crescita organica dei volumi del +3,0% e un contributo positivo dello 0,1% dalle valute transazionali.

A incidere sul dato complessivo sono stati il -0,3% di pricing, un impatto negativo del -3,9% legato alla conversione valutaria e un -1,4% derivante da dismissioni al netto delle acquisizioni. L’EBITDA si è attestato a 1,2 miliardi di euro, con un margine in aumento di 80 punti base al 17,9%, sostenuto dai benefici del programma Accelerate, dalla leva operativa e da un miglior mix di portafoglio.

L’utile per azione adjusted a cambi costanti è cresciuto del 7,5%, a conferma di una dinamica superiore ai mercati finali del food & beverage, in un contesto di domanda consumer complessivamente debole e condizionata dall’incertezza macroeconomica e geopolitica. La crescita dei volumi è stata trainata dall’innovazione nel foodservice e dalle attività di renovation nel canale retail, con buone performance in tecnologie quali savoury taste, Tastesense per la riduzione di sale e zucchero, botanicals ed estratti naturali, ingredienti per la salute proattiva, applicazioni high-protein, enzimi e ingredienti bio-fermentati.

Sul piano geografico, le Americhe hanno generato 3,7 miliardi di euro di ricavi con volumi in crescita del 3,8%, sostenuti in Nord America da snack, dairy, bakery e beverage, in particolare nelle categorie low/no alcohol e bevande funzionali. In America Latina si è distinta la crescita in Brasile e America Centrale, trainata dagli end market snack e meal solutions. L’Europa ha registrato un calo dei volumi dello 0,5% con ricavi pari a 1,4 miliardi di euro, in un contesto retail debole, mentre il foodservice ha mantenuto una buona tenuta grazie a lanci stagionali e collaborazioni con quick service restaurant.

L’area APMEA ha segnato un +4,2% nei volumi e 1,6 miliardi di euro di ricavi, con forte crescita nel Sud-Est asiatico e buone performance in Medio Oriente e Africa, mentre la Cina resta più complessa. Sul fronte finanziario, Kerry ha annunciato un nuovo programma di buyback fino a 300 milioni di euro, operativo dal 17 febbraio 2026 fino al 31 dicembre 2026, con l’obiettivo di ridurre il capitale sociale tramite cancellazione delle azioni riacquistate su Euronext Dublin.

Il piano, gestito tramite mandato non discrezionale a J&E Davy, si inserisce nel Capital Allocation Framework del gruppo ed è supportato da una solida generazione di cassa. Importante anche il cambiamento nella governance: Fiona Dawson è stata nominata chair designate e succederà a Tom Moran dal 30 aprile 2026; già non executive director dal 2022, vanta una lunga esperienza internazionale maturata in Mars e attualmente ricopre incarichi nei board di Lego, Marks & Spencer e Reckitt.

Nel complesso, pur con un fatturato reported in contrazione per effetto delle valute e del perimetro, il 2025 conferma la capacità di Kerry Group di sovraperformare i mercati di riferimento, espandere i margini e rafforzare il proprio posizionamento globale come partner di innovazione per l’industria food & beverage.

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