Kroger riorganizza in profondità la propria infrastruttura e-commerce e annuncia la chiusura di tre Customer Fulfilment Centre realizzati con tecnologia Ocado in Florida, Wisconsin e Maryland. La decisione – arrivata al termine di una revisione strategica interna – rappresenta uno dei ripensamenti più significativi degli ultimi anni sull’automazione “heavy capex” applicata al grocery USA.
Ocado riceverà 250 milioni di dollari (circa 216 milioni di euro) come compensazione per la chiusura anticipata degli impianti, secondo una nota di Bernstein. Per Kroger, invece, l’impatto è molto più consistente: il gruppo stima oneri e svalutazioni per 2,6 miliardi di dollari nel terzo trimestre dell’anno fiscale 2025, riconducibili sia alle chiusure sia al fatto che la rete di fulfilment non ha raggiunto le attese economico-finanziarie.
L’insegna ha chiarito che continuerà a utilizzare i CFC automatizzati solo nelle aree dove si registra una domanda sufficientemente densa da sostenere il modello. Una presa d’atto, secondo più analisti, dei limiti del sistema centralizzato ad alta intensità di capitale quando applicato a un mercato frammentato e geograficamente disperso come quello statunitense.
Parallelamente, Kroger accelera su un modello più leggero e flessibile: amplia la collaborazione con Instacart, che diventa il principale provider per le consegne sull’ecosistema Kroger.com e sulla app dell’insegna. È inoltre prevista l’integrazione dell’assistente AI di Instacart, Cart Assistant, per un’esperienza più rapida e personalizzata.
Si rafforzano anche le partnership con DoorDash – per aumentare le consegne via Marketplace – e con Uber Eats, con cui dal 2026 sarà attivo un nuovo servizio che unisce grocery delivery e ordini dai ristoranti locali.
“L’e-commerce resta una leva centrale per offrire valore, assortimento e flessibilità”, ha dichiarato il CEO Ron Sargent. “Stiamo prendendo decisioni nette per semplificare lo shopping, accelerare i tempi di consegna e ampliare le opzioni: ci aspettiamo crescita profittevole grazie a queste scelte.”
Il mercato, però, legge la mossa anche come un duro colpo per Ocado. Bernstein evidenzia che Kroger sta spostando il focus su partnership e automazioni più leggere, mentre Shore Capital definisce la notizia “un’ulteriore pessima indicazione” per il modello Ocado, confermando ciò che – sottolineano gli analisti – “Morrisons, Waitrose e altri avevano già capito: la fulfilment automation centralizzata non funziona economicamente su un mercato mass-market e disperso”.


















