Lidl e Aldi continuano a rafforzare la loro influenza sulla filiera ortofrutticola britannica, emergendo come i retailer più attivi nell’approvvigionamento di frutta locale per la stagione in corso. A evidenziarlo sono gli ultimi dati diffusi da The Grocer, che mettono in luce un cambio di passo significativo rispetto ai competitor full-price. Secondo l’analisi, entrambi i discounter hanno incrementato con decisione i volumi di prodotto coltivato nel Regno Unito, diventando veri e propri traini per il comparto della frutta domestica. I numeri di British Apples & Pears Limited confermano la tendenza: nella prima metà della stagione 2024/25 di mele e pere, le quote di produzione britannica gestite da Lidl e Aldi risultano nettamente superiori rispetto alle loro quote di mercato complessive nella GDO.
Aldi – premiata ai Fresh Awards 2026 come Multiple Fruit and Veg Retailer of the Year – ha movimentato 18.059 tonnellate di mele e pere UK-grown nei primi mesi della stagione, superando di misura Tesco e mostrando una sorprendente forza d’acquisto nella categoria top-fruit. Lidl, pur partendo da una quota del 7,3% nel grocery complessivo, ha raggiunto il 16,5% delle vendite totali di mele e pere britanniche, consolidando un posizionamento ancora più rilevante. Un risultato definito “straordinario” da Ali Capper, executive chair di British Apples & Pears, che ha sottolineato come la performance dei due discounter sia “quasi il doppio” della loro presenza media nel mercato generalista.
Per i produttori britannici, il segnale è positivo: il maggiore sostegno di Aldi e Lidl arriva in un momento complesso per la filiera, stretto tra costi di produzione in aumento, difficoltà nel reperire manodopera e condizioni climatiche imprevedibili. Capper, tuttavia, invita alla cautela. La stagione è ancora lunga e il settore necessita di un impegno più solido da parte di tutti i grandi retailer, non solo dei discounter. Con Lidl e Aldi ormai riconosciuti come partner chiave per il prodotto nazionale, l’intera catena di fornitura potrebbe dover ripensare strategie e collaborazioni nelle prossime settimane, in un mercato dove l’origine britannica diventa un fattore competitivo sempre più rilevante.



















