La stagione 2025-26 delle mandorle si preannuncia come una delle migliori dell’ultimo quinquennio. Secondo il rapporto Tree Nuts: World Markets and Trade del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), la produzione globale di mandorle sgusciate dovrebbe crescere di quasi il 10%, arrivando a 1,8 milioni di tonnellate, il livello più alto dal 2020-21.
A trainare il raccolto sarà ancora una volta gli Stati Uniti, primo produttore ed esportatore mondiale, che grazie a una primavera mite e a un regime di piogge favorevole dovrebbero incrementare l’output di 122.000 tonnellate, raggiungendo 1,4 milioni di tonnellate.
Un contributo positivo arriverà anche dall’Unione europea – in particolare dalla Spagna – e dall’Australia, seppur con aumenti più contenuti. In controtendenza l’Italia, dove il raccolto di mandorle è stimato in calo rispetto alla scorsa campagna.
Sul fronte del commercio internazionale, le esportazioni mondiali di mandorle sono attese in aumento del 3% a 1,1 milioni di tonnellate, con gli Stati Uniti che dovrebbero confermarsi leader con 925.000 tonnellate, seguiti dall’Australia (138.000 tonnellate). L’UE è vista a quota 275.000 tonnellate, mentre l’India dovrebbe spingere le spedizioni a 180.000 tonnellate. In controtendenza la Cina, dove le importazioni potrebbero ridursi del 25% a 100.000 tonnellate a causa di minori arrivi dagli USA.
Passando alle noci, Cina e Stati Uniti restano i principali produttori mondiali, con rispettivamente 1,6 milioni e 547.033 tonnellate nella stagione 2024-25. Per la nuova campagna, la produzione globale è stimata in crescita del 3% a 2,7 milioni di tonnellate. In Cina, le rese migliori nello Xinjiang saranno compensate da cali in Yunnan, Shanxi e Shaanxi, mantenendo stabile il totale. Gli Stati Uniti dovrebbero invece aumentare l’output di circa 100.000 tonnellate, arrivando a 644.000 tonnellate.
Le esportazioni globali di noci sono anch’esse previste in aumento del 3% fino a 1,2 milioni di tonnellate, livello record, spinte dalle spedizioni americane verso India, Turchia e Unione europea. La Cina, che l’anno scorso aveva visto un boom dell’export, dovrebbe mantenere volumi elevati verso UE e Turchia, mentre calerà la domanda da Emirati Arabi Uniti e Kirghizistan.
Per i pistacchi manca un outlook completo sulla stagione 2025-26 a causa dell’assenza dei dati aggiornati dagli Stati Uniti. Il rapporto USDA rileva però che nel 2024-25 la produzione mondiale è cresciuta del 10% a 1,2 milioni di tonnellate, grazie a Turchia, Iran e Siria. Le esportazioni hanno toccato un massimo storico di 650.000 tonnellate, trainate dall’Iran, mentre gli USA hanno registrato un calo del 20% (350.000 tonnellate) per disponibilità più limitate.
















