Nomad Foods, gruppo leader europeo nel settore dei surgelati quotato al Nyse, ha archiviato il 2025 centrando gli obiettivi comunicati al mercato ad agosto, con una crescita dell’Adjusted EPS del 2,4% nel quarto trimestre e segnali di progressiva stabilizzazione del business nella parte finale dell’anno. Nel quarto trimestre i ricavi si sono attestati a 773 milioni di euro, in calo del 2,6% su base reported e dell’1,3% a livello organico, con una contrazione dei volumi dell’1,1% e un lieve arretramento del price/mix dello 0,2%.
La marginalità ha risentito delle pressioni inflattive lungo la catena di fornitura: il margine lordo adjusted si è contratto di 240 punti base al 26,1%, mentre l’Adjusted EBITDA è sceso del 4,7% a 131 milioni di euro. Il trimestre si è chiuso con una perdita netta di 11 milioni di euro, rispetto a un utile di 51 milioni nel pari periodo 2024, includendo 57 milioni di oneri netti legati al rifinanziamento del debito; su base adjusted, l’utile per azione è però salito a 0,43 euro. Su base annua, i ricavi 2025 hanno raggiunto 3 miliardi di euro, in flessione del 2,2%, con un calo organico dell’1,9% determinato da volumi in riduzione dell’1,4% e da un price/mix negativo dello 0,5%.
L’Adjusted EBITDA si è attestato a 523 milioni di euro, in diminuzione del 7,5%, mentre l’utile netto reported è sceso del 39,8% a 137 milioni, penalizzato dagli effetti straordinari legati al debito. L’Adjusted EPS si è fermato a 1,66 euro (-6,7%), mentre il flusso di cassa operativo ha raggiunto 331 milioni di euro e l’Adjusted free cash flow 182 milioni, con una conversione del 73%. Nel corso dell’esercizio il gruppo ha restituito agli azionisti 287 milioni di euro tra dividendi e riacquisto di azioni proprie, in aumento del 38% rispetto al 2024, riducendo del 9% il numero di azioni in circolazione.
I dati commerciali mostrano un rallentamento del calo organico nel quarto trimestre rispetto al terzo, mentre il retail sell-out è cresciuto dello 0,7% su base annua, accelerando rispetto al +0,4% registrato sull’intero 2025. Parallelamente, il programma di produttività ha generato risparmi sul costo del venduto ai massimi pluriennali, contribuendo a compensare in parte le tensioni inflattive.
Il nuovo amministratore delegato Dominic Brisby, in carica da pochi mesi, ha definito il 2026 un “anno di transizione”, necessario per implementare cambiamenti strutturali volti a rafforzare l’organizzazione, aumentare velocità e accountability e liberare risorse da reinvestire. Brisby ha inoltre annunciato l’intenzione di acquistare sul mercato un pacchetto significativo di azioni della società, a testimonianza della fiducia nel potenziale di creazione di valore nel medio periodo. Anche il co-chairman e fondatore Noam Gottesman ha ribadito il pieno supporto del board al management in questa fase di riorganizzazione, sottolineando la solidità del portafoglio marchi e le prospettive di crescita strutturale della categoria dei surgelati.
Per il 2026 Nomad Foods prevede un calo dei ricavi organici compreso tra il 2% e il 5%, una flessione dell’Adjusted EBITDA tra il 5% e il 10% e un Adjusted EPS atteso tra 1,45 e 1,60 euro, con una conversione dell’Adjusted free cash flow pari o superiore al 90%. La guidance riflette il tempo necessario per attuare le iniziative organizzative e commerciali già avviate, in un contesto ancora caratterizzato da pressioni sui costi e da una domanda prudente. Il gruppo, che controlla marchi storici come Birds Eye, Findus, iglo, Ledo e Frikom, punta ora a rafforzare l’esecuzione commerciale e a valorizzare ulteriormente il proprio portafoglio in un mercato europeo dei surgelati che resta strutturalmente resiliente.



















