Meno commodity, più margini: Hormel Foods dismette il tacchino intero e punta sulle proteine premium

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Hormel Foods Corporation, gruppo statunitense quotato al Nyse e inserito nella classifica Fortune 500, accelera il riassetto del proprio portafoglio proteico annunciando la firma di un accordo definitivo per la cessione del business del tacchino intero a Life-Science Innovations (LSI), operazione che dovrebbe perfezionarsi entro la fine del secondo trimestre dell’esercizio fiscale 2026, subordinatamente alle consuete condizioni di closing.

La decisione si inserisce in una strategia dichiarata di crescita sostenibile e redditizia, fondata sull’espansione dell’offerta di proteine a maggior valore aggiunto e sulla riduzione dell’esposizione ai segmenti più volatili e legati alle commodity, come ha spiegato Jeff Ettinger, interim chief executive officer del gruppo, sottolineando la volontà di concentrare risorse e capitale su categorie più stabili e orientate ai trend evolutivi della domanda.

“Il nostro percorso di crescita sostenibile e profittevole – ha dichiarato Ettinger – è centrato sull’ampliamento del portafoglio di proteine a valore aggiunto per rispondere ai bisogni in evoluzione dei consumatori, riducendo al contempo l’esposizione alle attività più soggette alla volatilità delle materie prime. Siamo certi che questa parte storica del nostro business turkey sarà in buone mani sotto la guida di LSI”.

Nel perimetro dell’operazione rientrano diversi asset industriali e logistici strategici, tra cui lo stabilimento di produzione di tacchini interi di Melrose, in Minnesota, il mangimificio di Swanville e le relative attività di trasporto collegate alla filiera, oltre ai contratti di fornitura con allevatori terzi dedicati al segmento whole-bird.

LSI assumerà inoltre servizi di co-manufacturing per conto di Hormel Foods fino alla fine dell’esercizio fiscale 2026, con l’obiettivo di garantire la continuità nell’evasione degli ordini e una transizione senza interruzioni per clienti e partner commerciali.

L’operazione non riguarda la più ampia gamma di prodotti a marchio JENNIE-O® né la proprietà del brand, che restano integralmente in capo a Hormel Foods, elemento che conferma la volontà del gruppo di rafforzare il posizionamento del portafoglio a valore aggiunto legato al marchio.

“Questa transazione rappresenta un passo importante nella nostra evoluzione – ha commentato John Ghingo, presidente di Hormel Foods – e con un portafoglio turkey più focalizzato continueremo a rafforzare le componenti a maggior valore del business JENNIE-O®, lavorando con LSI per assicurare una transizione fluida per dipendenti, clienti, consumatori e fornitori”.

Dal canto suo, Richard Huisinga, chief executive officer di LSI, ha evidenziato la continuità industriale e relazionale dell’operazione, definendola il naturale sviluppo di una collaborazione lunga 75 anni con Jennie-O e rimarcando le sinergie con il nuovo impianto di galline ovaiole, le famiglie di allevatori del Minnesota e il recente incubatoio per tacchini, presentato come un unicum nel settore.

I dettagli finanziari dell’accordo non sono stati resi noti, mentre il management di Hormel Foods prevede un impatto minimo sui risultati adjusted dell’esercizio 2026, che saranno approfonditi in occasione della conference call sui risultati del primo trimestre, in calendario il 26 febbraio 2026.

Con questa mossa, il gruppo prosegue dunque il riposizionamento verso categorie proteiche a maggior marginalità e minore ciclicità, in linea con una traiettoria di semplificazione del portafoglio e di rafforzamento competitivo in un mercato alimentare sempre più orientato a brand equity, innovazione e gestione del rischio sulle commodity.

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