Meno punti vendita, più efficienza: il 2026 del retail tedesco si apre con una razionalizzazione delle reti

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Il retail alimentare tedesco apre il 2026 con un saldo negativo sul fronte delle reti di vendita. È quanto emerge dal LZ-StoreTracker di febbraio 2026, che fotografa un gennaio caratterizzato da un numero di chiusure superiore alle nuove aperture, segnale di una fase di razionalizzazione diffusa tra i principali gruppi del commercio al dettaglio. Nel complesso, le catene monitorate da Lebensmittel Zeitung hanno registrato un netto calo dei punti vendita, confermando una tendenza già osservata nel corso del 2025: maggiore attenzione alla redditività dei singoli store, revisione delle location meno performanti e rallentamento dei piani di espansione fisica.

Fanno eccezione alcuni operatori, in particolare Lidl, che nel mese di gennaio ha inaugurato sette nuovi punti vendita, compensando parzialmente la chiusura di una filiale. Un dato che rafforza il ruolo del discount come segmento più dinamico del mercato, anche in un contesto di pressione sui costi e di consumatori sempre più sensibili al prezzo. Diversa la situazione per i grandi gruppi della distribuzione tradizionale. Edeka, Rewe e Kaufland avviano l’anno con una riduzione netta delle superfici, frutto soprattutto di chiusure selettive e accorpamenti di filiali in aree già fortemente presidiate.

Anche il comparto discount, al netto di Lidl, mostra segnali di cautela. Aldi prosegue nel percorso di ottimizzazione della rete, privilegiando l’ammodernamento dei punti vendita esistenti rispetto a nuove aperture. Secondo l’analisi LZ, il quadro riflette un cambio di priorità strategiche: meno crescita quantitativa e maggiore focus su efficienza operativa, digitalizzazione e format più compatti. In un mercato maturo come quello tedesco, il 2026 sembra dunque aprirsi all’insegna della selettività, più che dell’espansione.

Meno punti vendita nel retail tedesco

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