Mercati agricoli globali più equilibrati, ma senza illusioni: scorte cerealicole ai massimi dal 2001

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I prezzi mondiali delle materie prime alimentari continuano a muoversi in territorio di lieve flessione. A gennaio l’indicatore di riferimento elaborato dalla FAO ha registrato il quinto calo mensile consecutivo, trainato dalla diminuzione delle quotazioni internazionali di lattiero-caseari, zucchero e carni.

Il Food Price Index FAO si è attestato a 123,9 punti, in calo dello 0,4% rispetto a dicembre e dello 0,6% su base annua. Un dato che conferma una fase di relativa stabilizzazione dei mercati alimentari globali, pur all’interno di dinamiche molto differenziate tra i singoli comparti.

Nel comparto cerealicolo l’indice FAO segna un lieve aumento congiunturale (+0,2%), nonostante le flessioni marginali di frumento e mais. Le abbondanti scorte di grano hanno compensato le preoccupazioni legate alle condizioni meteo in Russia e negli Stati Uniti, mentre l’ampia disponibilità globale di mais ha bilanciato gli effetti del clima avverso in Argentina e Brasile e la forte domanda per la produzione di etanolo negli Usa. In controtendenza il riso, con un rialzo dell’1,8% spinto da una domanda più sostenuta di varietà aromatiche.

Deciso invece l’aumento dell’indice degli oli vegetali (+2,1%). Le quotazioni dell’olio di palma sono cresciute per i rallentamenti stagionali della produzione nel Sud-Est asiatico e per una domanda internazionale solida. In ripresa anche l’olio di soia, sostenuto da minori disponibilità all’export in Sud America e dalle attese di una domanda robusta per i biocarburanti negli Stati Uniti. In aumento pure l’olio di girasole, mentre l’olio di colza arretra per l’ampia offerta nell’Unione europea.

Sul fronte delle carni, l’indice FAO scende dello 0,4%, penalizzato soprattutto dalla flessione delle quotazioni suine in un contesto di abbondante offerta e domanda internazionale debole. Crescono invece i prezzi delle carni avicole, trainati dal Brasile, mentre bovini e ovini restano complessivamente stabili.

Marcato il calo dei lattiero-caseari (-5%), con formaggi e burro in flessione per l’elevata disponibilità, a fronte di un rafforzamento delle quotazioni del latte scremato in polvere grazie alla ripresa della domanda in Medio Oriente, Nord Africa e Asia. In discesa anche lo zucchero (-1%), sulla scia di aspettative di maggiore offerta legate al recupero produttivo dell’India e a prospettive positive in Thailandia e Brasile.

Parallelamente, la FAO segnala un rafforzamento del quadro strutturale dei cereali. La produzione mondiale 2025 è stimata in 3.023 milioni di tonnellate, con raccolti record per grano, cereali secondari e riso. Le scorte globali sono previste in aumento del 7,8%, portando il rapporto stock/utilizzi al 31,8%, il livello più alto dal 2001. Un equilibrio che contribuisce alla stabilità dei mercati, pur senza eliminare – avverte la FAO – la vulnerabilità del sistema agroalimentare globale a shock futuri.

Mercati agricoli globali più equilibrati

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