La spesa dei consumatori per la Pasqua negli Stati Uniti si prepara a toccare un nuovo massimo storico, raggiungendo i 24,9 miliardi di dollari nel 2026 secondo l’indagine annuale della National Retail Federation realizzata con Prosper Insights & Analytics. Il dato supera il precedente record di 24 miliardi registrato nel 2023 e conferma la resilienza dei consumi legati alle festività, anche in un contesto economico caratterizzato da incertezza. A trainare il risultato è anche l’aumento della spesa media individuale, che si attesta a 195,59 dollari, anch’essa su livelli record e in crescita rispetto ai 192,01 dollari del 2023. Un segnale che evidenzia come le ricorrenze continuino a rappresentare un momento prioritario per le famiglie, al di là delle pressioni sul potere d’acquisto.
Secondo Mark Mathews, chief economist della NRF, le festività come la Pasqua restano un’occasione centrale per ritrovarsi e creare momenti condivisi, sostenendo così la domanda anche in fasi economiche meno favorevoli. Un orientamento che si riflette chiaramente nella propensione alla celebrazione: circa l’80% dei consumatori dichiara infatti di voler festeggiare. Dal punto di vista merceologico, i dolciumi si confermano la categoria dominante, con il 92% dei consumatori intenzionati ad acquistarli, seguiti dal food in generale (90%). Le altre principali voci di spesa includono i regali (64%), le decorazioni (53%) e l’abbigliamento (51%), delineando un paniere ampio che coinvolge trasversalmente diversi comparti del retail.
In termini di valore, il segmento alimentare guida la classifica con 7,5 miliardi di dollari, seguito dai regali (3,9 miliardi), dall’abbigliamento (3,7 miliardi), dai dolci (3,5 miliardi) e dai fiori (2,2 miliardi). Una distribuzione che evidenzia il peso centrale del consumo domestico e conviviale nelle dinamiche di spesa pasquale. Le motivazioni d’acquisto restano fortemente legate alla tradizione, indicata dal 58% degli intervistati come principale driver, ma assumono un ruolo crescente anche le promozioni (36%), l’esperienza di acquisto condivisa con familiari e amici (30%), oltre all’attrattività dei punti vendita e delle esposizioni stagionali (27%).
Sul fronte dei comportamenti, tra chi celebra la festività prevalgono attività come la preparazione del pasto pasquale (56%), le visite a parenti e amici (52%), la partecipazione a funzioni religiose (43%) e l’organizzazione di cacce alle uova (36%), confermando il carattere sociale e familiare della ricorrenza. Per quanto riguarda i canali distributivi, i discount si confermano la destinazione principale per il 55% dei consumatori, seguiti dai department store (42%) e dall’online (34%), a testimonianza di una strategia di acquisto sempre più ibrida tra convenienza e multicanalità. Interessante anche il dato relativo ai non celebranti: oltre la metà (54%) prevede comunque di approfittare delle promozioni legate alla Pasqua, in particolare nei comparti alimentare, dolciario e dell’abbigliamento, ampliando così l’impatto commerciale della festività oltre il perimetro tradizionale.



















