Nestlé si prepara a una profonda revisione strategica che potrebbe ridisegnare l’assetto del gruppo nei prossimi anni, nel tentativo di rilanciare la crescita dopo una fase segnata da turbolenze manageriali, pressioni sui margini e criticità operative. Il piano è guidato dal nuovo amministratore delegato Philipp Navratil, entrato in carica a settembre.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, il colosso svizzero intende riorganizzare la propria struttura attorno a quattro grandi “pilastri” di prodotto: caffè, petcare, nutrizione e salute, e food & snacking. L’obiettivo è semplificare una macchina industriale molto complessa e favorire maggiore cooperazione tra divisioni oggi frammentate.
Il riassetto rappresenta uno dei passi più rilevanti compiuti da Navratil dopo la rimozione del precedente CEO Laurent Freixe, allontanato a seguito di una relazione sentimentale con una collaboratrice diretta. Una vicenda che ha contribuito ad alimentare l’instabilità ai vertici del gruppo.
Il nuovo assetto per “pillars” potrebbe costituire la base per una riorganizzazione formale dell’intero gruppo, che oggi ha una capitalizzazione di mercato di circa 196 miliardi di franchi svizzeri. Attualmente Nestlé è strutturata per aree geografiche e sei unità di business strategiche, oltre a tre attività gestite globalmente in modo indipendente, tra cui Nespresso.
Parallelamente, il CEO ha già avviato un piano di ristrutturazione che prevede il taglio di circa 16.000 posti di lavoro nei prossimi 18 mesi, confermando la linea di forte disciplina sui costi avviata dalla precedente gestione.
La revisione strategica arriva mentre Nestlé è alle prese anche con problemi reputazionali in Europa, legati a recenti scandali e a un importante richiamo di latte artificiale, che hanno riacceso l’attenzione su qualità, sicurezza alimentare e controlli lungo la filiera.
Navratil ha inoltre confermato l’intenzione di proseguire con le dismissioni già annunciate, tra cui Nestlé Waters e il business delle vitamine mainstream, mentre il mercato guarda con interesse alla possibilità di ulteriori cessioni.
Il tema del debito resta centrale: a giugno 2025 l’indebitamento netto ha raggiunto 60 miliardi di franchi, quasi il doppio rispetto ai livelli del 2020. Gli investitori spingono per un alleggerimento del perimetro e non escludono ipotesi più radicali, come la vendita del comparto dolciario o dei surgelati negli Stati Uniti.
Secondo gli analisti, la sfida per Nestlé sarà conciliare una maggiore focalizzazione strategica con l’esecuzione locale, in un gruppo storicamente costruito su marchi nazionali più che su grandi brand globali.
In questo contesto, la nuova governance per pilastri punta a rendere l’organizzazione più agile e reattiva ai cambiamenti delle preferenze dei consumatori, ma il successo dipenderà dalla capacità di ristabilire fiducia, accelerare l’innovazione e riportare la crescita su basi strutturali.



















