Pasta Berruto investe oltre 20 milioni e rafforza la capacità produttiva: export al 95%

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Prosegue il percorso di sviluppo di Pasta Berruto, storica realtà piemontese della pasta di semola di grano duro, che ha avviato un piano di investimenti da oltre 20 milioni di euro per rafforzare infrastrutture, capacità produttiva e posizionamento internazionale. L’azienda con sede a Carmagnola (Torino), le cui origini risalgono ai primi dell’Ottocento, consolida così il proprio ruolo tra gli operatori italiani della pasta destinata ai mercati globali.

Il piano di sviluppo, avviato nel 2025, comprende interventi infrastrutturali e tecnologici volti a sostenere la crescita industriale e logistica. Tra le opere completate figura il nuovo magazzino automatico da 8.000 posti pallet che si affianca alla struttura esistente da 10.000, portando la capacità complessiva di stoccaggio a 18.000 posti pallet. Con questa espansione la superficie coperta del sito produttivo ha raggiunto i 22.000 metri quadrati.

Sul fronte produttivo, l’azienda ha attivato una nuova linea in grado di realizzare fino a 4.000 chilogrammi di pasta corta all’ora, contribuendo a portare la capacità complessiva dello stabilimento a circa 80.000 tonnellate annue. Il percorso di rafforzamento industriale proseguirà nel 2026 con l’installazione di una terza linea dedicata alla produzione di lasagne, ampliando ulteriormente l’offerta e l’efficienza produttiva.

Gli investimenti accompagnano una performance economica positiva. Nel 2025 Pasta Berruto ha registrato un fatturato di circa 70 milioni di euro, con volumi di vendita superiori alle 66.000 tonnellate e una crescita del 7% rispetto al 2024. L’espansione dell’attività ha avuto riflessi anche sul piano occupazionale: il numero dei dipendenti è aumentato di oltre il 10%, raggiungendo quota 86.

Il modello di business dell’azienda resta fortemente orientato all’internazionalizzazione: il 95% delle vendite è destinato ai mercati esteri. Dal punto di vista dei canali distributivi, circa l’80% dei ricavi proviene dal segmento retail, in particolare dalla grande distribuzione organizzata e dal canale discount, presidiati sia direttamente sia attraverso una rete di distributori e broker internazionali. Il restante 20% è generato dai comparti food service e industria.

“Il piano di investimenti rappresenta una scelta strategica e un segnale concreto di fiducia nel futuro”, spiega Stefano Berruto, amministratore delegato di Pasta Berruto. “Non si tratta soltanto di un potenziamento infrastrutturale, ma di un passaggio fondamentale per sostenere la crescita qualitativa del nostro prodotto e rafforzare il posizionamento della linea premium Berruto 1881. L’obiettivo è ottimizzare i processi, garantire standard sempre più elevati e migliorare ulteriormente la resa nel piatto”.

La strategia industriale si affianca a un percorso strutturato sul fronte della sostenibilità. Nel 2025 l’azienda ha pubblicato il suo secondo Bilancio di sostenibilità, sviluppato sulla base dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. A partire dal 2023 Pasta Berruto ha avviato un percorso di analisi che ha portato all’individuazione di 18 tematiche materiali e di 13 SDG prioritari.

Nel corso dell’ultimo anno è stato inoltre definito un Action Plan ESG triennale 2025–2027, con l’obiettivo di orientare le scelte aziendali verso un modello di crescita sempre più sostenibile, integrando dimensioni ambientali, sociali e di governance nella strategia industriale.

La società, interamente italiana e controllata dalla famiglia Berruto, ha rafforzato nel 2024 la propria struttura finanziaria con l’ingresso nel capitale di FIAF – Fondo Italiano Agri&Food – operazione che ha posto le basi per una nuova fase di sviluppo e per il consolidamento della presenza sui mercati internazionali.

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