Coca‑Cola ha superato le attese nel secondo trimestre 2025, con ricavi comparabili a 12,62 miliardi di dollari (+2,5%) e un utile per azione di 0,87 dollari non-GAAP, oltre le previsioni di Street (0,83).
Il margine operativo ha beneficiato dell’aumento dei prezzi (+6% su base annua), compensando un calo dell’1% nei volumi globali.
Le vendite di Coca‑Cola Zero Sugar si sono distinte, crescendo del 14% su scala mondiale.
La crescita dei prezzi ha avuto un peso maggiore rispetto ai volumi venduti, soprattutto in mercati maturi come il Nord America.
In parallelo, l’azienda ha annunciato il lancio, previsto per l’autunno negli USA, di una nuova variante dolcificata con zucchero di canna statunitense.
Questa mossa riflette l’esigenza di rispondere a una domanda crescente di ingredienti naturali e meno processati, spinta anche dalle campagne salutistiche del segretario alla salute RFK Jr. e da pressioni politiche.
Il CEO James Quincey ha precisato che la nuova proposta “complementerà”, ma non sostituirà la Coca‑Cola classica, che rimarrà a base di sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio.
La variante con zucchero di canna si ispira al successo della “Mexican Coke”, già presente in USA in bottiglie di vetro.
Tuttavia, analisti avvertono che il passaggio a zucchero di canna, più costoso e soggetto a dinamiche tariffarie, potrebbe comportare variazioni nella catena di fornitura e aumenti di prezzo per il consumatore.
L’associazione dei coltivatori di mais ha segnalato che eliminare del tutto lo sciroppo dalla produzione USA potrebbe provocare una perdita di 5 miliardi di dollari per gli agricoltori americani.
Nonostante ciò, Coca‑Cola ritiene gestibili i costi aggiuntivi e convinta di poter adattare la supply chain gradualmente.
Nel complesso, il secondo trimestre conferma un bilancio robusto: ricavi in crescita, margini espansi e volumi contenuti grazie alla politica dei prezzi e all’innovazione nei prodotti.
L’arrivo della Coca‑Cola con zucchero di canna rappresenta una mossa attenta alle tendenze salutistiche e alle pressioni sociali, pur restando un’operazione mirata e non di sostituzione della formula tradizionale.
La strategia punta quindi a offrire più opzioni ai consumatori, rafforzando l’offerta premium nel portafoglio Coca‑Cola.


















