Coca-Cola prosegue nella razionalizzazione del proprio portafoglio in Nord America e conferma l’uscita dai concentrati di succo surgelati Minute Maid negli Stati Uniti e in Canada. La decisione segna l’abbandono di una categoria storica, ma oggi considerata non più allineata alle abitudini di consumo emergenti.
Il gruppo ha spiegato che la scelta riflette il progressivo allontanamento dei consumatori dai prodotti frozen, a favore di soluzioni percepite come più fresche, pratiche e coerenti con i nuovi stili di consumo domestico. La dismissione dei prodotti surgelati è prevista entro il primo trimestre 2026, con vendite in-store fino a esaurimento delle scorte.
L’uscita dal frozen rappresenta un ulteriore tassello nella strategia di adattamento del portafoglio di Coca-Cola, sempre più focalizzata su bevande a zero zuccheri, succhi non surgelati e segmenti premium. Una linea coerente con il rafforzamento di brand a maggiore valore aggiunto e con una gestione più selettiva delle categorie a bassa rotazione.
Dal punto di vista finanziario, la mossa avviene in una fase positiva per il titolo: le azioni Coca-Cola scambiano intorno ai 77 dollari e registrano un andamento solido sia nel breve sia nel medio periodo, con una crescita a doppia cifra da inizio anno e rendimenti robusti anche su orizzonti triennali e quinquennali.
Per il mercato, l’uscita dai concentrati surgelati non è tanto rilevante per l’impatto diretto sui ricavi, quanto per il segnale strategico che invia. Il gruppo continua a “potare” le aree marginali del portafoglio per liberare risorse produttive, spazi a scaffale e investimenti di marketing da riallocare su categorie più dinamiche.
Nel quadro competitivo, la decisione si inserisce in un trend più ampio che vede anche altri grandi player del beverage, come PepsiCo e Keurig Dr Pepper, rivedere le proprie lineup alla luce di consumi più frammentati e orientati alla salute. Una scelta che conferma l’approccio graduale di Coca-Cola: aggiustamenti mirati, senza mettere in discussione il core business, ma rafforzando la resilienza del modello nel lungo periodo.



















