Pressione sui conti Asda, i mercati scaricano il debito mentre rallenta il rilancio

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Cresce la tensione intorno a Asda, alle prese con una crescente sfiducia dei mercati finanziari che sta colpendo duramente il debito del gruppo. Nelle ultime settimane si è intensificata la vendita di obbligazioni e prestiti del retailer britannico, alimentata dal timore che il calo accelerato dei ricavi possa compromettere il piano di rilancio. Secondo quanto riportato dal Financial Times, la discesa dei prezzi del debito negoziato, avviata già a novembre, ha preso ulteriore slancio all’inizio del 2026. A pesare è stato soprattutto il bilancio delle vendite natalizie, che ha visto Asda emergere come il peggior performer del settore.

Un prestito da 1,3 miliardi di euro emesso nel 2024 è sceso fino al minimo storico di 88 centesimi per euro, in netto calo rispetto ai 96 centesimi di novembre. Anche le obbligazioni per 700 milioni di euro in scadenza nel 2031 hanno perso valore, scendendo a 94 centesimi dopo aver trattato alla pari solo poche settimane prima, a ottobre.

Gli operatori del mercato high yield esprimono preoccupazioni per l’elevato livello di leva finanziaria e per il deterioramento delle performance operative, nonostante gli sforzi sul fronte dei prezzi. “Asda taglia i prezzi, ma continua a registrare vendite like-for-like negative mese dopo mese, in una fase in cui l’inflazione alimentare resta sostenuta” ha osservato un investitore obbligazionario.

Dal canto suo, l’azienda respinge le critiche e difende la propria strategia. Un portavoce di Asda ha sottolineato che il gruppo si trova “nelle prime fasi di una trasformazione” e che l’attenzione è rivolta a garantire risparmi concreti ai clienti. Secondo la società, i confronti indipendenti sui prezzi confermano Asda come il supermercato tradizionale più conveniente, capace di battere sia i prezzi base sia quelli legati alle carte fedeltà dei concorrenti.

La strategia value, sostiene il gruppo, starebbe iniziando a tradursi in volumi più solidi nelle ultime settimane. Asda rivendica inoltre una struttura finanziaria sostenibile, con la maggior parte del debito garantito fino al prossimo decennio e flussi di cassa sufficienti a coprire gli impegni. Resta però il dato operativo, che continua a preoccupare gli analisti. Nel periodo che ha preceduto il Natale, Asda è stata l’unica grande catena britannica a registrare un calo dei ricavi. Le vendite sono scese del 4,3% nelle 12 settimane fino al 30 novembre, mentre la quota di mercato è arretrata di 0,9 punti, all’11,5%. Numeri che rendono la sfida del turnaround ancora più complessa.

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