A febbraio i prezzi alla produzione dell’industria tornano a diminuire, registrando una flessione dello 0,4% su base mensile e del 2,7% su base annua, in un contesto ancora fortemente condizionato dall’andamento dell’energia, che continua a rappresentare il principale fattore di volatilità per l’intero sistema manifatturiero e, in modo particolare, per le filiere più esposte ai costi di trasformazione. Una dinamica – quella che emerge dai dati diffusi da Istat – che si riflette anche sull’industria alimentare, comparto che per struttura produttiva e intensità energetica risente in maniera diretta delle variazioni dei prezzi di elettricità e gas, ma che al tempo stesso evidenzia un quadro più articolato, nel quale la riduzione dei costi energetici non si traduce automaticamente in una discesa generalizzata dei prezzi lungo tutta la filiera.
Sul mercato interno la flessione appare ancora più marcata, con un calo del 3,7% su base annua, trainato in larga parte dalla contrazione dei prezzi dell’energia, che registrano una riduzione significativa, contribuendo ad alleggerire i costi operativi delle imprese, in particolare nei segmenti più energivori come la lavorazione industriale, la conservazione e la logistica del freddo. Se però si esclude la componente energetica, il quadro cambia sensibilmente e mostra come le pressioni sui costi non siano del tutto rientrate, con un lieve aumento sia su base congiunturale sia su base tendenziale, segnale che materie prime, semilavorati e costi industriali continuano a esercitare una spinta al rialzo che limita l’effetto calmierante dell’energia.
In questo scenario l’industria alimentare si colloca in una posizione intermedia, evidenziando a febbraio una lieve flessione dei prezzi alla produzione sia su base mensile sia su base annua, con una dinamica più evidente sul mercato interno, dove il calo riflette non solo il ridimensionamento dei costi ma anche una domanda ancora prudente e una trasmissione incompleta degli aumenti lungo la filiera. Resta tuttavia centrale il peso strutturale del comparto nel sistema industriale italiano, dove le industrie alimentari, delle bevande e del tabacco rappresentano una delle principali componenti del paniere produttivo, confermando il ruolo strategico del settore sia in termini di valore sia di stabilità complessiva del manifatturiero.
Sul fronte estero, i prezzi alla produzione mostrano una crescita contenuta, con una dinamica più favorevole nell’area euro rispetto ai mercati extra europei, delineando uno scenario di export che, pur senza evidenziare segnali di forte espansione, mantiene una sostanziale tenuta, in un contesto internazionale ancora caratterizzato da incertezza. Nel complesso emerge un quadro di equilibrio delicato per la filiera alimentare, che beneficia del calo dei costi energetici ma continua a confrontarsi con pressioni strutturali su altre voci di costo e con una domanda che resta selettiva, elementi che nei prossimi mesi potrebbero tradursi in una stabilizzazione dei prezzi alla produzione più che in una vera e propria fase di riduzione.



















