Prezzi, premium e online spingono Morrisons in un mercato sotto pressione

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Morrisons ha diffuso i dati relativi alle 52 settimane chiuse al 26 ottobre 2025 e sulle vendite del Natale, confermando una performance resiliente in un contesto competitivo e segnato da forti pressioni sui costi. Nel periodo natalizio, le vendite like-for-like (LFL) di Gruppo sono cresciute del 3,4% nelle sei settimane fino al 4 gennaio 2026, sostenute soprattutto dal fresco, cuore storico dell’offerta, e dal contributo di Market Street e delle attività manifatturiere interne.

Particolarmente brillante la performance della gamma premium The Best, che ha registrato un incremento del 17,4%, mentre il canale online ha continuato a crescere a doppia cifra, rafforzando la quota di mercato. Risultati superiori al mercato anche per il general merchandise (+10,0%) e per Nutmeg clothing (+4,7%). Positivo anche l’impatto della promozione con Disney, che ha coinvolto oltre un milione di clienti, attirando famiglie più giovani e nuovi consumatori verso l’insegna.

Nel complesso dell’esercizio 2024/25, Morrisons ha registrato dodici trimestri consecutivi di crescita LFL, con un +2,8% sull’intero anno e +2,4% nel quarto trimestre. I ricavi totali sono saliti del 3,2% a 15,8 miliardi di sterline, mentre l’EBITDA underlying è stato mantenuto a 835 milioni di sterline, nonostante headwind esterni stimati in circa 200 milioni annui, legati al Budget 2024, a un incidente cyber nel primo trimestre e a un’inflazione superiore alle attese.

La base clienti fidelizzati continua ad ampliarsi, con gli utenti attivi della Morrisons More Card in crescita dell’11% a un record di 8 milioni. La quota di mercato si è mantenuta stabile all’8,5% a dicembre 2025. Sul fronte prezzi, il gruppo ha ulteriormente migliorato il proprio posizionamento, annunciando a gennaio 2026 nuovi tagli su 2.500 referenze di uso quotidiano.

Dal punto di vista finanziario, prosegue il rafforzamento del bilancio: il debito è stato ulteriormente ridotto ed è ora inferiore del 46% rispetto al picco del 2022, grazie anche a risparmi sui costi per 233 milioni nel solo esercizio, che portano il totale cumulato a 845 milioni, con l’obiettivo di superare 1 miliardo entro il FY26. Il management sottolinea come la combinazione di disciplina sui costi, investimenti mirati su prezzi e loyalty e solidità patrimoniale ponga le basi per affrontare con maggiore slancio il 2026, in un mercato grocery che resta altamente competitivo.

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