Le esportazioni di caffè del Brasile hanno raggiunto nel 2025 un valore record di 15,6 miliardi di dollari, nonostante una contrazione significativa dei volumi spediti. È quanto emerge dall’ultimo report diffuso da Cecafe, l’associazione degli esportatori brasiliani di caffè.
Nel corso dell’anno, le esportazioni complessive – includendo anche il caffè solubile – si sono attestate a 40 milioni di sacchi da 60 kg, in calo di quasi il 21% rispetto al massimo storico di 50,6 milioni di sacchi del 2024. A compensare la flessione dei volumi è stato però il forte incremento dei prezzi medi.
Secondo Cecafe, il prezzo medio del caffè esportato è cresciuto di circa il 57%, raggiungendo 389,17 dollari per sacco, sostenendo così il valore complessivo dell’export. Un risultato che riflette dinamiche di mercato globali e scelte strutturali lungo la filiera brasiliana.
«Nel 2025 abbiamo registrato prezzi medi mensili più elevati e i produttori, ben organizzati, hanno continuato a investire in tecnologia, innovazione e qualità», ha dichiarato Marcio Ferreira, sottolineando come l’innalzamento degli standard produttivi abbia aumentato il valore dei caffè brasiliani sui mercati internazionali.
Sul fronte geopolitico e commerciale, il 2025 è stato segnato anche dall’introduzione temporanea di dazi del 50% sui prodotti brasiliani da parte dell’amministrazione di Donald Trump, nel contesto delle tensioni con il governo sudamericano legate al caso dell’ex presidente Jair Bolsonaro.
Sebbene i dazi sui prodotti alimentari, incluso il caffè, siano stati successivamente revocati, i quattro mesi di applicazione hanno avuto un impatto rilevante sui flussi commerciali. Gli United States sono scesi al secondo posto tra i principali mercati di destinazione, superati dalla Germany.
Tra agosto e novembre, le spedizioni verso gli Stati Uniti sono diminuite del 55%, principalmente a causa dell’impatto tariffario. Nel dettaglio di prodotto, l’export di caffè verde ha registrato un calo di quasi il 22%, fermandosi a 36,3 milioni di sacchi.
Nel solo mese di dicembre, le esportazioni di caffè verde sono scese del 18,4% su base annua: l’Arabica ha segnato un -10%, mentre il Robusta ha subito una contrazione superiore al 61%.
Per il 2026, Cecafe prevede una ripresa dei volumi esportati, con una stima superiore ai 40 milioni di sacchi, sostenuta dal recupero del raccolto brasiliano. I prossimi tre mesi, cruciali per lo sviluppo della campagna in corso, saranno determinanti per confermare le prospettive di crescita.



















