Il mercato italiano delle bevande analcoliche chiude il primo semestre con segnali contrastanti. Secondo i dati diffusi da ASSOBIBE, sulla base di rilevazioni Circana, il canale GDO segna una crescita dei volumi del +2,8% rispetto allo stesso periodo del 2024. Tuttavia, nel Cash & Carry si registra un calo del –1,3%, a conferma di uno scenario ancora fragile per il comparto.
Le difficoltà maggiori riguardano alcune categorie simbolo del Made in Italy alimentare. Nella GDO crollano gli aperitivi analcolici (–5,7%), il chinotto (–3,9%) e l’aranciata (–1,2%). Peggiore la situazione nel Cash & Carry, dove il chinotto precipita a –11,4%, seguito da un’ulteriore flessione dell’aranciata (–1,2%).
A trainare la timida ripresa della GDO sono le cole e alcune referenze tradizionali come gazzose e limonate, mentre tè freddi e bevande isotoniche restano stabili. Ma l’intero settore resta in bilico, appesantito dalle incertezze normative.
“Senza il rinvio della Sugar tax deciso dal Governo, i dati sarebbero stati ben peggiori”, avverte Giangiacomo Pierini, presidente di ASSOBIBE. E aggiunge: “Se entrerà in vigore il 1° gennaio 2026, ci aspetta un autunno nero per tutta la filiera, dall’agricoltura alla distribuzione”.


















