Princes Group chiude il 2025 con un deciso cambio di passo, archiviando l’esercizio con ricavi pari a 1,9 miliardi di sterline e un forte miglioramento della redditività, testimoniato da un EBITDA adjusted più che raddoppiato su base riportata (+127%) e dal ritorno all’utile prima delle imposte dopo le perdite registrate negli anni precedenti. A sostenere la performance è stata soprattutto l’espansione dei margini, accompagnata da una solida generazione di cassa che ha portato il gruppo a chiudere l’anno con una posizione finanziaria netta positiva per circa 395 milioni di sterline, al netto delle passività per leasing, rafforzata anche dai proventi dell’Ipo.
Su base comparabile, il fatturato ha invece registrato una flessione, influenzato dalla dinamica deflattiva di alcune materie prime chiave e dalla scelta strategica di uscire da contratti a bassa marginalità, mentre l’EBITDA pro-forma è cresciuto del 22,2%, riflettendo i benefici delle azioni di efficientamento e delle misure di contenimento dei costi. Il management ha sottolineato livelli elevati di efficienza operativa e conversione della cassa, confermando al contempo le guidance di medio periodo, pur in un contesto ancora segnato da pressioni sui costi energetici e logistici.
Sul piano strategico, il 2025 ha segnato anche la quotazione alla Borsa di Londra e l’avvio di operazioni di crescita per linee esterne, tra cui l’acquisizione del marchio italiano Plasmon e delle attività di Carrefour Italia tramite NewPrinces, operazioni che rafforzano la presenza industriale e distributiva del gruppo con accesso diretto a circa mille punti vendita. Parallelamente, Princes ha ampliato il portafoglio contratti nel retail europeo, mentre l’integrazione di Plasmon nei sistemi del gruppo rappresenta uno dei principali driver di sinergie nei prossimi esercizi.
Prosegue anche il percorso sul fronte della sostenibilità e del posizionamento di marca: nel Regno Unito e nei Paesi Bassi il tonno è oggi certificato al 100% MSC e il gruppo ha ottenuto nuovamente il riconoscimento di “MSC UK Seafood Brand of the Year”. Sul fronte marketing, il lancio dell’etichetta “Proudly Made in the UK” ha già mostrato, secondo le prime evidenze, un impatto positivo sull’intenzione d’acquisto dei consumatori.
In parallelo, gli investimenti immobiliari – tra cui il Royal Liver Building e il sito di Cross Green – sono destinati a generare rendimenti attraverso risparmi sugli affitti e nuove fonti di reddito, contribuendo al rafforzamento della base patrimoniale. Guardando al 2026, l’andamento del business si mantiene in linea con le attese, con una prima parte dell’anno ancora condizionata dall’ottimizzazione del portafoglio, ma con volumi resilienti e nuovi contratti che dovrebbero sostenere la crescita nella seconda metà.
Il gruppo sta inoltre affrontando il ritorno di pressioni inflazionistiche su energia, trasporti e packaging attraverso strategie di copertura, disciplina negli acquisti, ottimizzazione logistica e adeguamenti di prezzo. In questo quadro, la pipeline di operazioni di M&A resta attiva e coerente con l’obiettivo dichiarato dal management di utilizzare la solida posizione di cassa per accelerare il consolidamento nel frammentato mercato europeo del food & beverage e creare valore nel lungo periodo. Gli analisti mantengono una valutazione positiva sul titolo, con raccomandazione “buy” e target price indicato a 600 pence, a conferma della fiducia nella traiettoria di crescita e nel rafforzamento strutturale del gruppo.



















