Nel quadro di rallentamento dell’industria tedesca, l’agroalimentare emerge come uno dei comparti più resilienti, sostenuto da una domanda di base più stabile e da un contributo crescente dell’export. I dati di dicembre e dell’intero 2025 diffusi dal Federal Statistical Office (Destatis) indicano infatti una tenuta relativa dei beni di consumo, categoria in cui rientra gran parte della trasformazione alimentare.
A dicembre 2025 la produzione dei beni di consumo registra un aumento dello 0,5% su base mensile, in netta controtendenza rispetto al crollo dei beni strumentali (-5,3%) e al calo degli intermedi (-1,2%). Un segnale che conferma il ruolo difensivo dell’industria alimentare in una fase di debolezza ciclica della manifattura pesante.
Sul fronte energetico, pur in un contesto ancora complesso, il comparto agroalimentare risulta meno esposto rispetto alle industrie ad alta intensità di energia, che nel 2025 segnano livelli produttivi ancora inferiori del 17,8% rispetto al 2021. Per la filiera food questo si traduce in una pressione sui costi più gestibile rispetto a settori come chimica di base, metalli e materiali.
A rafforzare il quadro contribuisce la dinamica del commercio estero. Nel dicembre 2025 le esportazioni tedesche di beni crescono del 4,0% rispetto a novembre e del 2,7% su base annua, raggiungendo 133,3 miliardi di euro, mentre nell’intero 2025 l’export sale dell’1,0% a 1.569,6 miliardi. In un contesto di consumi interni prudenti, l’export rappresenta un canale chiave anche per l’agroalimentare, tradizionalmente ben posizionato sui mercati UE.
Le esportazioni verso i Paesi dell’Unione europea aumentano del 4,2% nel 2025, confermando la centralità del mercato comunitario per i prodotti alimentari tedeschi, mentre il saldo commerciale complessivo resta ampiamente positivo, con un avanzo di 202,8 miliardi di euro sull’anno.
Nel complesso, tra produzione industriale in calo e commercio estero in moderata crescita, l’agroalimentare si conferma uno dei pilastri di stabilità dell’economia industriale tedesca, capace di attenuare le fasi negative del ciclo e di sostenere valore lungo la filiera, soprattutto attraverso i mercati esteri.



















