Refrigerazione e illuminazione trainano le strategie energetiche del commercio europeo

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Sempre più surgelati nel carrello degli italiani

Energie rinnovabile, ottimizzazione degli impianti e governance digitale dei consumi stanno diventando leve strutturali per la competitività del retail. È quanto emerge dalla nuova indagine “Energiemanagement im Einzelhandel 2025” dell’EHI Retail Institute, che analizza performance energetiche, priorità di investimento e strategie di lungo periodo di 46 retailer attivi in Germania, Austria e Svizzera, per un totale di oltre 42.000 punti vendita. “Efficienza, digitalizzazione e integrazione dei sistemi saranno i driver decisivi della prossima fase” sottolinea il project leader Benjamin Chini.

La fotografia dei consumi mostra un miglioramento netto nella gestione elettrica e termica. Nel food retail il consumo di elettricità per metro quadro è sceso da 317 kWh/m² nel 2018 a 289 kWh/m² nel 2024; nel non food da 103 a 74 kWh/m². La progressiva adozione di pompe di calore sta ridisegnando i profili energetici, incrementando il peso della componente elettrica. Il fabbisogno termico medio resta pari a 89 kWh/m² nel food e 66 kWh/m² nel non food. La refrigerazione continua a essere il principale centro di costo energetico nel grocery (52%), mentre nel non food domina l’illuminazione (56%).

La logica di investimento conferma la crescente focalizzazione su tecnologie ad alto impatto in termini di ROI energetico. Il food retail destina il 60% degli investimenti in efficienza elettrica alla refrigerazione, il 16% all’illuminazione e il 13% alla generazione, uso e stoccaggio di energia rinnovabile. Nel non food, la leva illuminotecnica rimane preponderante (68%), seguita da climatizzazione/riscaldamento (13%) e rinnovabili (12%).

Sul fronte termico, il food investe soprattutto in sistemi di recupero di calore e utilizzo delle fonti di scarto (35%), in interventi sull’involucro edilizio (25%) e in tecnologie rinnovabili per la produzione e l’accumulo del calore (25%). Il non food concentra invece oltre metà del budget (54%) sulla regolazione intelligente degli impianti, una scelta coerente con un patrimonio immobiliare prevalentemente in locazione che limita interventi strutturali.

La transizione verso sistemi di riscaldamento climate-friendly procede in modo graduale per effetto della forte intensità di capitale richiesta: il 41% dei retailer prevede di convertire fino a un quarto degli impianti entro il 2030, mentre solo il 9% punta alla sostituzione totale. Il dato conferma che la decarbonizzazione degli impianti termici rappresenta oggi una delle sfide finanziarie più rilevanti per il settore.

La ricerca EHI conferma infine un orientamento strategico chiaro: il retail considera l’energia un fattore di business a tutti gli effetti, da presidiare con approcci data-driven, monitoraggio in tempo reale e integrazione sistemica di HVAC, refrigerazione, illuminazione e rinnovabili. Un passaggio obbligato per garantire continuità operativa, controllo dei costi e allineamento agli obiettivi ESG.

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