Alcuni tra i più grandi negozi britannici, dai supermercati ai grandi magazzini, rischiano una nuova ondata di chiusure se il Governo confermerà l’inserimento delle grandi superfici commerciali nella nuova fascia di tassazione più alta dei business rates. Secondo i dati del British Retail Consortium (BRC), sono circa 4.000 i punti vendita con valore catastale superiore alle 500mila sterline. Di questi, 1.000 hanno già chiuso negli ultimi cinque anni a causa dell’aumento dei costi del lavoro, delle tasse e delle bollette.
Ora, 400 negozi risultano a rischio se il piano governativo dovesse entrare in vigore. La distribuzione, che rappresenta il 5% dell’economia nazionale, contribuisce per oltre il 20% ai business rates. I grandi negozi, in particolare, sostengono un terzo del carico fiscale totale del settore, pur operando con margini ridotti, spesso tra il 2 e il 4%.
Un incremento delle tasse costringerebbe quindi molte insegne a rialzare i prezzi, ridurre il personale o abbassare definitivamente le serrande. Si tratta di esercizi che impiegano un terzo dei tre milioni di addetti del settore e che, come “ancore” commerciali, trainano il traffico nei centri città, nei mall e nei retail park. Il BRC stima che la chiusura di 400 grandi negozi potrebbe comportare la perdita di fino a 100mila posti di lavoro e un calo superiore ai 100 milioni di sterline annui nelle entrate fiscali dei comuni.
Il Governo, consapevole delle difficoltà delle high street, ha annunciato una riduzione permanente delle imposte per i locali di retail, ospitalità e tempo libero, finanziata però con il nuovo prelievo sui grandi immobili. Per il BRC, la soluzione è diversa: escludere i grandi negozi dal nuovo scaglione, compensando con un leggero aumento delle aliquote per uffici e altri edifici commerciali, meno esposti a impatti occupazionali e di prezzo. “La chiusura di altri 400 grandi punti vendita – ha avvertito Helen Dickinson, Chief Executive del BRC – significherebbe strade principali più vuote, 100mila posti persi e minori entrate per l’Erario. Il Cancelliere ha l’occasione, con la prossima manovra d’autunno, di salvaguardare famiglie, posti di lavoro e comunità locali senza costi aggiuntivi per lo Stato”.



















