Spagna, i prodotti a base di carne valgono 9,38 miliardi: mercato in crescita del 6,7%

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Il mercato spagnolo dei prodotti a base di carne ha proseguito nel 2025 il percorso di crescita avviato nel periodo successivo alla pandemia, raggiungendo un valore complessivo di 9,38 miliardi di euro e registrando un incremento del 6,7% rispetto all’anno precedente, secondo quanto emerge dai dati diffusi dall’Osservatorio settoriale DBK di Informa, che analizza l’evoluzione e le principali dinamiche competitive del comparto.

La crescita del settore in termini di valore è riconducibile, da un lato, a un miglioramento del comportamento della domanda in volume dopo alcuni anni caratterizzati da una certa debolezza dei consumi e, dall’altro, a una moderata ma costante tendenza al rialzo dei prezzi medi di vendita, fattori che hanno contribuito nel loro insieme a rafforzare il fatturato complessivo del comparto.

Tra i segmenti che mostrano il maggiore dinamismo emerge in particolare il canale horeca, che negli ultimi anni ha progressivamente guadagnato peso rispetto al canale della distribuzione alimentare – ormai più maturo – e che rappresenta oggi una delle principali leve di sviluppo per le imprese del settore.

Questa evoluzione si riflette nelle strategie industriali dei principali operatori, molti dei quali stanno rafforzando la capacità produttiva e investendo in nuovi impianti e linee dedicate, con l’obiettivo di sviluppare referenze e formati pensati specificamente per il consumo fuori casa e per le esigenze della ristorazione organizzata e collettiva.

Nel canale della distribuzione alimentare lo studio evidenzia inoltre un rafforzamento progressivo dei marchi industriali rispetto alle marche del distributore, una dinamica sostenuta dalla continua innovazione di prodotto e dal lancio di referenze con un elevato contenuto di carne e con un posizionamento di maggiore valore aggiunto all’interno degli assortimenti.

Anche il commercio estero continua a rappresentare un fattore di sviluppo per il settore, con il valore delle esportazioni di prodotti a base di carne che nel 2025 è cresciuto di circa il 5% raggiungendo i 2,057 miliardi di euro, livello che corrisponde a una propensione all’export pari a circa il 19% del giro d’affari complessivo.

Le importazioni hanno invece registrato una dinamica ancora più sostenuta, attestandosi a 708 milioni di euro e segnando un incremento del 17% rispetto all’anno precedente.

Nel complesso i Paesi dell’Unione europea continuano a rappresentare il principale mercato di destinazione per i prodotti spagnoli, concentrando circa il 68% del valore totale delle esportazioni del comparto.

Nonostante una progressiva tendenza alla concentrazione, la struttura imprenditoriale del settore resta comunque caratterizzata da una forte frammentazione, con la presenza di numerosi operatori di piccole e medie dimensioni attivi soprattutto a livello locale o regionale accanto a un numero limitato di grandi gruppi alimentari.

All’inizio del 2026 risultavano infatti registrate oltre 3.800 imprese impegnate nella produzione o trasformazione di carni e derivati, avicoli e selvaggina, a conferma della natura articolata e diffusa del tessuto produttivo.

Tra le principali direttrici strategiche adottate dalle aziende leader emergono in particolare l’aumento degli investimenti in capacità produttiva e automazione, necessari per rispondere alla crescente domanda di prodotti pronti e formati convenience, e l’avvio di processi di integrazione verticale e riorganizzazione industriale finalizzati a rafforzare la dimensione delle imprese, migliorare l’efficienza operativa e generare economie di scala in un mercato sempre più competitivo.

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