Starbucks Coffee Company ha utilizzato l’Investor Day 2026 per fare il punto sullo stato di avanzamento del piano di turnaround “Back to Starbucks”, presentando agli investitori una lettura operativa e finanziaria della strategia, più che un esercizio di posizionamento di marca. L’obiettivo dichiarato è riportare il gruppo su un percorso di crescita strutturale, migliorando execution, redditività e ritorni per gli azionisti.
Il management ha ribadito che la fase iniziale del turnaround sta producendo segnali misurabili. Nel primo trimestre dell’esercizio 2026 le vendite comparabili sono tornate positive negli Stati Uniti e nei principali mercati internazionali, mentre il modello operativo Green Apron Service – ormai pienamente implementato nel perimetro Nord America company-operated – sta contribuendo a ridurre i tempi di servizio e ad aumentare il throughput, con un picco medio inferiore ai quattro minuti tra caffetteria e drive-thru.
Sul piano finanziario, il gruppo ha delineato un framework al 2028 improntato a crescita moderata ma disciplinata: ricavi consolidati in aumento di almeno il 5% annuo, like-for-like globali e USA superiori al 3%, contributo delle nuove aperture tra il 2% e il 3% e oltre 2.000 nuovi store netti a livello globale. Il target di margine operativo non-GAAP è compreso tra il 13,5% e il 15%, con un utile per azione atteso tra 3,35 e 4 dollari.
Un focus rilevante riguarda la razionalizzazione e l’evoluzione del modello di crescita. Negli Stati Uniti Starbucks prevede circa 400 nuove aperture nette all’anno nel canale company-operated, mentre a livello internazionale il peso del modello in licenza è destinato ad aumentare, con tassi di sviluppo superiori a quelli del Nord America. In questo contesto si inserisce anche il riassetto della presenza in Cina, con la joint venture con Boyu Capital che sposta il mercato verso una struttura più asset-light, mantenendo una partecipazione del 40%.
Dal lato commerciale, l’aggiornamento del programma Starbucks Rewards – che oggi genera circa il 60% dei ricavi USA del perimetro diretto – è stato presentato come leva di monetizzazione e di maggiore efficienza. Il nuovo schema a tre livelli (Green, Gold e Reserve) punta ad aumentare frequenza e valore medio della spesa attraverso benefici progressivi e una gestione più mirata della base clienti.
Anche l’innovazione di prodotto viene letta in chiave di portafoglio e mix: continuità sul core del caffè e delle bevande mattutine, rafforzamento delle proposte fredde e funzionali e sviluppo dell’offerta pomeridiana come leva per distribuire meglio i flussi e sostenere le vendite nelle fasce orarie meno presidiate.
Sul fronte operativo e industriale, Starbucks sta investendo in tecnologia e automazione a supporto dei partner, dalla gestione intelligente delle code all’uso di strumenti di intelligenza artificiale per supply chain e scheduling, fino all’introduzione di nuove attrezzature proprietarie come la piattaforma espresso Mastrena 3. Interventi pensati per aumentare la produttività senza snaturare il format.
Nel complesso, l’Investor Day ha restituito l’immagine di un gruppo concentrato su execution, ritorno alla disciplina operativa e crescita selettiva. La scommessa di Starbucks non è tanto sull’espansione accelerata, quanto sulla capacità di migliorare le performance per punto vendita e di rendere scalabile, anche a livello internazionale, un modello più efficiente e redditizio.



















