Starbucks ha ricevuto offerte per una quota della sua attività in Cina, valutata fino a 10 miliardi di dollari (circa 8,5 miliardi di euro), secondo quanto riferito da CNBC citando fonti vicine al dossier. Tra i potenziali acquirenti figurano i fondi di private equity asiatici Centurium Capital e Hillhouse Capital, oltre agli statunitensi Carlyle Group e KKR & Co.
Secondo le indiscrezioni, Starbucks potrebbe mantenere una partecipazione del 30%, mentre il restante capitale verrebbe distribuito tra più investitori, nessuno dei quali detenendo una quota superiore al 30%. L’azienda ha avviato formalmente il processo di vendita a maggio e ha già ricevuto manifestazioni d’interesse non vincolanti da circa 30 soggetti, tra fondi locali e internazionali. Attualmente sono in corso le valutazioni sulle proposte e sulla struttura dell’operazione.
Fonti vicine alla vicenda precisano che una rosa di candidati potrebbe essere definita entro due mesi, anche se il completamento della transazione non è previsto prima del 2026. Starbucks ha ribadito lo scorso mese di non essere intenzionata a cedere integralmente le sue operazioni cinesi, considerate strategiche. Nel frattempo, l’azienda ha riorganizzato il management: Mike Grams, chief stores officer per il Nord America, è stato nominato responsabile operativo globale dopo l’uscita di Sara Trilling.


















