Battuta d’arresto per Treasury Wine Estates (TWE), tra i cinque maggiori produttori mondiali di vino per volume, che ha annunciato il ritiro delle previsioni sugli utili per l’anno fiscale 2026 e la sospensione del programma di riacquisto di azioni proprie da 200 milioni di dollari australiani (130 milioni USD). La decisione, comunicata lunedì, ha provocato un crollo del titolo del 14% a 5,99 dollari australiani, il livello più basso degli ultimi dieci anni.
Alla base del rallentamento, vendite del marchio Penfolds inferiori alle attese in Cina, dove cambiano le abitudini di consumo e si riducono gli eventi conviviali di grande scala, oltre a problemi distributivi negli Stati Uniti. Il mercato cinese resta strategico per TWE dopo la rimozione dei dazi che avevano escluso Penfolds dagli scaffali per oltre tre anni. Tuttavia, secondo i dati preliminari, gli obiettivi di vendita in Cina per il 2026 “non saranno raggiunti”.
La società ha quindi ritirato anche la guidance di crescita a doppia cifra prevista per il 2026 e quella del +15% per il 2027. Per l’analista Michael Toner (RBC Capital Markets), la decisione riflette “l’alto livello di incertezza dovuto all’evoluzione dei consumi nel mercato cinese”. Negli Stati Uniti, le operazioni di TWE sono state colpite dall’uscita del distributore Republic National Distributing Company (RNDC) in California e dal passaggio al nuovo partner Breakthru Beverage Group, con un impatto stimato di 50 milioni di dollari australiani in vendite e trattative ancora aperte su 100 milioni di dollari di inventario.
TWE ha già riacquistato circa 30 milioni di dollari australiani di azioni, ma la sospensione del resto del programma è considerata “una mossa prudente in un contesto di incertezza commerciale”, ha aggiunto Toner. L’azienda ha infine precisato che sta riallocando prodotti verso altri mercati chiave per mitigare la debolezza della domanda cinese nel corso dell’esercizio 2026.


















