TUTTOFOOD 2026 accelera sull’internazionalizzazione e punta a diventare hub globale dell’agrifood

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TUTTOFOOD 2026 si candida a diventare un punto di riferimento strategico per le filiere globali del food & beverage, configurandosi non solo come evento fieristico ma come piattaforma internazionale capace di connettere business, innovazione e visione industriale, in un contesto competitivo sempre più complesso in cui la capacità di creare relazioni e orientare le scelte di filiera diventa un fattore determinante per la crescita.

Presentata al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, l’edizione 2026 introduce il Food Manifesto, una carta dei valori che si propone come strumento di indirizzo per oltre 5mila realtà internazionali, con l’obiettivo di guidare il settore verso modelli sostenibili, inclusivi e trasparenti, mettendo al centro una nuova interpretazione del cibo come leva strategica per lo sviluppo economico e sociale.

Il Manifesto si ispira al modello agroalimentare italiano e promuove una visione del cibo come asset sistemico, capace di generare valore lungo tutta la filiera e di rispondere alle nuove esigenze dei consumatori globali, sempre più attenti a qualità, sicurezza, sostenibilità e impatto sociale delle produzioni.

In programma dall’11 al 14 maggio 2026 a Rho Fiera Milano, TUTTOFOOD si configura come un hub internazionale in cui convergono aziende, buyer, istituzioni e stakeholder, creando un ecosistema favorevole allo sviluppo di partnership commerciali e industriali e contribuendo al rafforzamento del posizionamento del sistema agroalimentare italiano sui mercati globali.

Come ha sottolineato il ministro Francesco Lollobrigida, “TUTTOFOOD rappresenta una vetrina strategica per il Sistema Italia e per l’Europa, perché consente di valorizzare un modello produttivo fondato sulla qualità, sul legame con i territori e sulla sicurezza alimentare, elementi che stanno alla base della crescita dell’export e della competitività internazionale delle nostre imprese”.

La dimensione globale dell’evento è confermata dalla presenza di oltre 80 Paesi e di più di 4.000 top buyer internazionali, supportati dalle attività di incoming coordinate da ICE Agenzia, in un contesto che favorisce l’incontro tra domanda e offerta e la costruzione di relazioni commerciali di lungo periodo.

Con oltre 200 eventi in calendario, tra convegni, workshop e momenti di networking, TUTTOFOOD si propone come piattaforma di confronto sui principali driver di sviluppo del settore, mentre il Fuori Salone, realizzato in collaborazione con istituzioni e imprese, amplia l’esperienza fieristica e rafforza il ruolo di Milano come capitale internazionale del food.

La collaborazione tra Fiere di Parma e Fiera Milano, insieme al contributo di partner internazionali come Fiera Colonia e alla rete di Anuga, ha accelerato il posizionamento della manifestazione tra le principali fiere globali del comparto, consolidando un percorso di crescita rapido e strutturato.

A evidenziare la centralità del comparto agroalimentare è anche il contributo di FoodDrinkEurope, con il direttore generale Dirk Jacobs che ha dichiarato: “Il settore alimentare e delle bevande europeo è un pilastro strategico dell’economia, capace di generare milioni di posti di lavoro e di sostenere le comunità rurali, e in un contesto geopolitico incerto piattaforme come TUTTOFOOD sono fondamentali per rafforzare la cooperazione tra imprese e la competitività del sistema europeo”. Il modello industriale europeo, caratterizzato dalla coesistenza tra multinazionali e PMI, trova nella manifestazione un punto di incontro con le filiere globali, favorendo lo sviluppo di sinergie e l’allineamento verso standard sempre più elevati in termini di sostenibilità e qualità.

Come ha evidenziato Franco Mosconi, presidente di Fiere di Parma, “l’obiettivo è affermare TUTTOFOOD come il primo hub fieristico globale dell’agribusiness, capace di attrarre e connettere le filiere italiane ed estere e di generare valore per tutti gli operatori coinvolti lungo la catena del food”. Le performance del Made in Italy rappresentano oggi un benchmark internazionale, grazie a un approccio che integra qualità del prodotto, sostenibilità e valorizzazione dei territori, elementi che stanno contribuendo a rafforzare la reputazione dell’Italia come leader nel settore agroalimentare. Antonio Cellie, CEO di Fiere di Parma, ha sottolineato che “le performance dell’export italiano dimostrano come il concetto di qualità sia sempre più legato al rispetto dell’ambiente, dei territori e delle persone, e come questo approccio rappresenti un modello di riferimento per le filiere globali del food”.

In questo scenario, il Food Manifesto assume un ruolo centrale come piattaforma operativa, sviluppata con il contributo di istituzioni e organizzazioni internazionali, tra cui il Future Food Institute, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa del futuro del cibo e di orientare le scelte strategiche degli stakeholder. Il progetto mira a ridefinire le relazioni lungo tutta la filiera, promuovendo un equilibrio tra sostenibilità economica, ambientale e sociale, in un contesto in cui la sicurezza alimentare e la transizione ecologica rappresentano sfide sempre più rilevanti.

Il consumatore assume un ruolo sempre più centrale e consapevole, orientando le scelte di mercato verso prodotti di qualità e modelli produttivi responsabili, mentre le imprese sono chiamate a investire in innovazione, digitalizzazione e strategie ESG per rafforzare la propria competitività nel lungo periodo. Parallelamente, i territori possono valorizzare le proprie risorse e rafforzare la propria posizione nelle filiere globali, superando modelli economici tradizionali e puntando su sostenibilità e identità produttiva.

I numeri dell’edizione 2026 confermano la crescita della manifestazione, con 85mila metri quadrati netti di superficie espositiva, in aumento del 15% rispetto al 2025, distribuiti su 10 padiglioni e 10 aree tematiche che offriranno una panoramica completa dell’offerta agroalimentare internazionale. Sono attesi circa 100mila visitatori, tra operatori italiani e internazionali, insieme a un calendario articolato di oltre 200 convegni ufficiali e momenti di approfondimento, che consolidano il ruolo della fiera come piattaforma di conoscenza e networking.

Tra le novità, l’ingresso di organizzazioni europee come AIM e European Dairy Association, che per la prima volta terranno i propri convegni ufficiali in Italia durante TUTTOFOOD, rafforzando ulteriormente il posizionamento internazionale della manifestazione. In un contesto globale in rapida evoluzione, TUTTOFOOD si propone quindi come spazio di confronto e costruzione di strategie condivise, capace di mettere in relazione industria, innovazione e cultura alimentare e di generare nuove opportunità per le filiere globali.

Il messaggio che emerge è chiaro: il futuro del cibo non è più soltanto una questione produttiva, ma una sfida sistemica che coinvolge economia, ambiente e società, e che richiede un approccio integrato e collaborativo. E proprio da Milano, nel 2026, potrebbe prendere forma una nuova visione globale in grado di orientare le scelte delle filiere agroalimentari nei prossimi anni, consolidando il ruolo di TUTTOFOOD come piattaforma strategica per il futuro del settore.

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