La maggioranza dei Paesi dell’Unione europea ha dato il primo via libera alla firma dell’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e il Mercosur, il blocco sudamericano che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. L’ok è arrivato nel corso della riunione del Coreper, il Comitato dei rappresentanti permanenti dei 27 Stati membri, riunito a Bruxelles.
Gli ambasciatori hanno confermato l’intesa raggiunta con il Parlamento europeo sulle clausole di salvaguardia dell’accordo commerciale, introducendo però una modifica rilevante: la soglia che fa scattare le indagini sui prodotti agricoli sensibili in caso di possibili turbamenti del mercato è stata abbassata dall’8% al 5%. Una scelta pensata per rafforzare la capacità di reazione dell’Ue e rispondere alle preoccupazioni del settore agricolo.
Secondo quanto emerso dal voto, Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda si sono espresse contro, mentre il Belgio si è astenuto. Il voto favorevole dell’Italia è stato determinante per raggiungere la maggioranza qualificata necessaria a far avanzare il dossier. La procedura scritta avviata dopo il Coreper dovrebbe portare all’approvazione definitiva nel corso del pomeriggio.
L’accordo Ue-Mercosur, una volta firmato, darà vita alla più grande area di libero scambio al mondo, coinvolgendo oltre 700 milioni di consumatori. Il testo prevede la progressiva eliminazione dei dazi sul 91% degli scambi tra le due aree. Attualmente, le tariffe applicate dai Paesi Mercosur alle merci europee arrivano fino al 35% sulle auto, al 20% sui prodotti industriali, al 18% su quelli chimici e al 14% sui farmaceutici.
La riduzione delle barriere doganali dovrebbe favorire in modo significativo le esportazioni europee di beni industriali, chimici, farmaceutici, automotive e componentistica. In cambio, il blocco sudamericano otterrà agevolazioni sulle esportazioni agricole, in particolare per carne bovina, riso, zucchero e bioetanolo, settori considerati sensibili da molti Stati membri.
I prossimi passaggi prevedono la firma formale del trattato: la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen dovrebbe recarsi lunedì 12 gennaio in Paraguay, Paese che detiene la presidenza di turno del Mercosur, per sottoscrivere l’accordo.
Per l’industria europea i benefici economici sono rilevanti. Secondo le stime della Commissione, l’accordo consentirà alle imprese dell’Ue di risparmiare circa quattro miliardi di euro di dazi all’anno. Sono previsti anche iter doganali più semplici, un migliore accesso agli appalti pubblici nei Paesi Mercosur e un accesso preferenziale ad alcune materie prime critiche.
Anche per l’Italia le ricadute potenziali sono significative. Confindustria ricorda che il Mercosur vale già oggi circa 14 miliardi di euro per l’export italiano. Federmacchine definisce l’intesa un’opportunità strategica di primaria importanza per la meccanica, la tecnologia e l’intero comparto del Made in Italy. Un’analisi d’impatto commissionata dal ministero degli Esteri nel 2021 stima che entro il 2036 le esportazioni complessive di beni e servizi dell’Ue aumenterebbero di circa 25 miliardi di dollari, con l’Italia come principale beneficiario tra i 27, con una quota del 14%, pari a circa 3,5 miliardi di dollari.
Sul fronte agroalimentare, Bruxelles sottolinea le opportunità per prodotti europei di alta qualità come vini, formaggi, cioccolato e carne suina, oggi soggetti a tariffe elevate. L’accordo riconoscerà inoltre 344 indicazioni geografiche europee, vietando imitazioni e l’uso di simboli o denominazioni fuorvianti.
Restano però forti le resistenze del mondo agricolo. Gli agricoltori europei temono la concorrenza dei prodotti sudamericani, in particolare zucchero, carne bovina, pollame e mais, e denunciano il rischio di importazioni che non rispettino gli standard ambientali e sanitari dell’Ue.
Per rispondere a queste preoccupazioni, la Commissione ha rafforzato le garanzie di tutela. Oltre all’abbassamento della soglia per l’avvio delle inchieste sui prodotti sensibili, Ursula von der Leyen ha promesso di stanziare fin da subito maggiori risorse per la futura Politica agricola comune, per un ammontare stimato intorno ai 45 miliardi di euro. Un impegno che ha contribuito a convincere Roma a sostenere l’accordo.
Nonostante ciò, le proteste continuano, soprattutto in Francia. Anche in Italia la tensione resta alta: a Milano, alcune migliaia di agricoltori e allevatori, arrivati da tutta la Penisola a bordo di un centinaio di trattori, hanno occupato piazza Duca d’Aosta per manifestare contro l’intesa Ue-Mercosur, segnalando come il dibattito sull’accordo sia tutt’altro che chiuso.



















