Unilever rompe il silenzio e conferma ufficialmente di aver ricevuto un’offerta per la propria divisione Foods, aprendo a una possibile operazione straordinaria con McCormick & Company che potrebbe ridisegnare in profondità il perimetro del gruppo. La multinazionale anglo-olandese ha infatti dichiarato di essere in trattativa con il produttore statunitense di spezie e condimenti, precisando tuttavia che “non vi è alcuna certezza che si giunga a un accordo”, rafforzando il clima di cautela attorno al dossier.
La presa di posizione arriva dopo le indiscrezioni diffuse dal Wall Street Journal, secondo cui le parti starebbero valutando un’operazione interamente in azioni, potenzialmente definibile entro poche settimane se le negoziazioni dovessero procedere senza intoppi. Resta però ancora indefinita la struttura dell’eventuale accordo, su cui non sono stati forniti dettagli ufficiali.
Le dimensioni dell’operazione sarebbero rilevanti: secondo Barclays, la divisione alimentare di Unilever, che comprende marchi globali come Knorr e Hellmann’s, potrebbe valere tra i 28 e i 31 miliardi di euro.
Un perimetro che si confronta con una capitalizzazione di McCormick pari a circa 14,8 miliardi di dollari, rendendo plausibile una fusione basata su scambio azionario.
Se concretizzata, la mossa segnerebbe una svolta strategica per il gruppo, che uscirebbe dalla competizione diretta con i grandi player del food come Nestlé, PepsiCo e Kraft Heinz. Unilever si trasformerebbe così in un operatore sempre più focalizzato sui beni per la casa e sulla cura della persona, rafforzando il proprio posizionamento accanto a realtà come L’Oréal, Beiersdorf ed Estée Lauder.
Il progetto si inserisce in una più ampia riflessione strategica già emersa nei giorni scorsi, quando Bloomberg aveva anticipato la volontà del gruppo di valutare una separazione, totale o parziale, delle attività alimentari. I mercati hanno accolto positivamente le indiscrezioni: il titolo Unilever ha registrato un rialzo fino all’1,9% nelle prime contrattazioni, pur restando in flessione di circa il 5% su base annua.
Alla base della possibile operazione vi è la visione del ceo Fernando Fernandez, che ha individuato nei segmenti della bellezza, del benessere e della cura della persona i principali driver di crescita futura.
L’obiettivo dichiarato è portare nel medio termine circa due terzi del fatturato da brand come Dove, Liquid IV e Dermalogica, rispetto a circa la metà attuale.
Nonostante l’apertura a una possibile cessione o integrazione, Unilever ha voluto sottolineare la solidità del proprio business alimentare. Il consiglio di amministrazione ha infatti definito la divisione Foods “un’attività estremamente interessante, con un solido profilo finanziario sostenuto da marchi leader in categorie in crescita”. Una posizione che evidenzia come l’operazione risponda a una logica di riallocazione strategica del capitale piuttosto che a esigenze di dismissione. Lo stesso gruppo ha inoltre ribadito di essere “fiducioso nel futuro della divisione anche come parte integrante di Unilever” lasciando aperto lo scenario di un mancato accordo.
La partita resta dunque complessa e ancora tutta da definire. Da un lato, la possibile fusione con McCormick potrebbe liberare valore e accelerare la trasformazione del gruppo. Dall’altro, il peso strategico del comparto food impone cautela nelle decisioni. Le prossime settimane saranno decisive per capire se l’operazione potrà concretizzarsi e ridefinire gli equilibri globali del largo consumo.



















