La situazione dei mercati: uova ai massimi per l’aviaria, pomodoro in stallo, olio sospeso tra rimbalzi e incognite meteo

Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Telegram
Email
Print

Uova ai massimi storici, pomodoro da industria in fase di stallo su livelli elevati e olio di oliva condizionato dalle incertezze meteo in Spagna: sono queste le principali evidenze emerse dalle ultime “Pillole dai Mercati” di Areté. Da metà maggio i prezzi hanno segnato un +4%, tornando sui record già toccati a fine 2025. Il valore delle uova da allevamento in gabbia rilevato dalla Commissione Unica Nazionale ha raggiunto i 2,38 euro/kg, con un incremento del +13% su base annua e addirittura del +43% rispetto a febbraio 2024 In un contesto europeo caratterizzato da un’offerta rallentata dall’influenza aviaria, la rigidità della domanda continua a sostenere le quotazioni e a comprimere il livello di autosufficienza. Nel 2025 nell’Unione Europea sono stati registrati 699 focolai negli allevamenti, contro i 259 del 2024 e i 476 del 2023, con una forte accelerazione nell’ultimo trimestre, quando si sono concentrati 435 casi. Il totale ha superato del 23% la media degli ultimi dieci anni e circa il 13% dei focolai ha interessato allevamenti di galline ovaiole. Il trend si è confermato anche a gennaio 2026, con 91 focolai contro i 44 dello stesso mese del 2025; 11 hanno riguardato ovaiole. In Italia, dal 29 settembre 2025, sono stati confermati 60 focolai complessivi, di cui 9 nel solo gennaio 2026. Sono state attuate le misure di controllo previste dal Regolamento Delegato (UE) 2020/687 nelle zone di protezione e sorveglianza.

Per quanto riguarda il pomodoro da industria prosegue la stabilità delle quotazioni dei derivati rilevate presso la Camera di Commercio di Parma, senza variazioni significative rispetto alle settimane precedenti. Il mercato resta su livelli storicamente elevati, in linea con la campagna 2022/23, dopo la quale non si sono registrati cali rilevanti. Le prime previsioni del WPTC per la campagna 2026/27 indicano una produzione globale tendenzialmente stabile a 40,7 milioni di tonnellate (+1% rispetto al 2025/26), ma ancora lontana dalle oltre 44 milioni di tonnellate delle tre campagne precedenti. In Italia sono iniziate al Nord le trattative tra industria e produttori per il prezzo 2026, ma l’accordo appare distante; al Sud le negoziazioni non sono ancora partite. Le intenzioni dei trasformatori indicano 3 milioni di tonnellate al Nord e 2,7 milioni al Centro-Sud, per un totale di 5,7 milioni, in calo del 2% rispetto al 2025.

Le proiezioni sulla produzione spagnola 2025/26 restano incerte. L’extravergine comunitario quotato a Milano ha registrato un rimbalzo del +2% nella prima decade di febbraio rispetto alla media di gennaio, tornando ai livelli di dicembre, mentre l’EVO italiano si è stabilizzato nonostante un aumento degli stock nazionali del +53% a fine gennaio su base annua, sostenuto dalla concorrenza del prodotto comunitario. Le ultime stime della Commissione UE hanno rivisto al rialzo la produzione italiana (300–310 mila tonnellate), mentre risultano inferiori alle attese i dati di Portogallo e Grecia. Restano ufficialmente stabili le previsioni sulla Spagna (-3% sul 2024/25), ma le piogge invernali stanno rallentando la raccolta, con potenziali rischi di perdita di prodotto e qualità. A fine gennaio la produzione cumulata risultava inferiore del 17% rispetto all’anno precedente e, secondo fonti locali, a Jaén si stimano almeno 50 mila tonnellate di olio perse, con un terzo del raccolto ancora da completare.

Uova ai massimi storici

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Pocket
WhatsApp
Non perdere niente! Iscriviti alla nostra newsletter.

Lascia un commento

Uova ai massimi storici