La possibile uscita di Carrefour dalla Polonia riaccende il dibattito sul futuro della distribuzione moderna nel Paese. Secondo il Ministero dell’Agricoltura, se il gruppo francese decidesse davvero di vendere le sue attività, lo Stato dovrebbe intervenire: l’acquirente ideale sarebbe infatti Krajowa Grupa Spożywcza (KGS), il conglomerato agroalimentare pubblico creato nel 2002 dall’unione di diverse aziende statali. L’obiettivo dichiarato: sostenere la filiera nazionale, garantire stabilità di prezzo agli agricoltori e creare le basi per una catena retail a controllo governativo.
La proposta nasce dalle pressioni del mondo agricolo, che da mesi chiede una rete distributiva capace di acquistare prodotti locali a condizioni stabili, al riparo dalle fluttuazioni del mercato. Una presenza pubblica nella GDO, sostengono i sindacati agricoli, potrebbe diventare un presidio strategico per la sovranità alimentare polacca, assicurando uno sbocco costante alle produzioni domestiche.
Il dossier si intreccia con il profilo industriale di Carrefour nel Paese. Il gruppo conta circa 750 punti vendita, tra cui 90 ipermercati, 150 supermercati, 500 negozi di prossimità e 40 centri commerciali. Numeri rilevanti, ma che non si sono mai tradotti in redditività sufficiente. Da mesi circolano indiscrezioni sull’intenzione del gruppo guidato da Alexandre Bompard di lasciare il mercato, nel quadro della strategia di concentrazione sulle piazze più performanti. In questa logica, dopo l’uscita dall’Italia, la Polonia sarebbe il prossimo tassello.
Resta però da capire se il governo potrà davvero mettere le mani sull’asset. Il mercato è infatti particolarmente ambito: a osservare con interesse il dossier ci sono player di peso come Biedronka (Jerónimo Martins), Auchan, Kaufland e Żabka. Una competizione che potrebbe alzare le valutazioni e complicare il progetto di un’acquisizione statale.
La partita è appena iniziata, ma il messaggio politico è chiaro: Varsavia vuole avere voce in capitolo sul futuro della distribuzione alimentare. Se Carrefour dovesse uscire, il governo punta a trasformare una cessione commerciale in un’operazione di politica industriale. Resta da vedere se il mercato — e Bruxelles — saranno disposti a seguirlo su questa strada.


















