Volumi in calo ma pricing e premiumizzazione sostengono i conti: AB InBev conferma l’outlook per il 2026

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AB InBev chiude il 2025 sopra le attese nel quarto trimestre e rilancia la crescita per il 2026, puntando su grandi eventi globali e rafforzamento dei margini. Il primo gruppo birrario mondiale per valore ha registrato nel quarto trimestre un incremento organico dell’EBITDA del 2,3%, a 5,47 miliardi di dollari, superando le stime di mercato e confermando la solidità del proprio modello operativo.

I ricavi trimestrali sono cresciuti del 2,5% su base organica, sostenuti da un aumento del revenue per ettolitro del 4%, nonostante volumi in calo dell’1,5% in un contesto di domanda globale ancora debole. A livello annuale, il fatturato ha raggiunto 59,3 miliardi di dollari, con una crescita organica del 2%, mentre l’EBITDA normalizzato è salito del 4,9% a 21,2 miliardi, con un’espansione del margine al 35,8%.

L’utile per azione sottostante è aumentato del 6% nell’intero esercizio, confermando una traiettoria di crescita disciplinata, pur in rallentamento rispetto all’oltre 8% registrato nel 2024. La generazione di cassa si è mantenuta robusta, con free cash flow pari a 11,3 miliardi di dollari, elemento chiave per sostenere dividendi, buyback e riduzione del debito, sceso a un rapporto di 2,87x sull’EBITDA.

Il gruppo guidato da Michel Doukeris ha ribadito per il 2026 un obiettivo di crescita dell’EBITDA compreso tra il 4% e l’8%, in linea con il proprio outlook di medio termine e superiore alle indicazioni fornite da alcuni competitor europei. In un contesto segnato da pressioni sui consumi, volatilità valutaria e costi delle materie prime – incluso l’alluminio per le lattine – AB InBev punta su leva prezzo/mix, premiumizzazione e grandi piattaforme di marketing globale.

Nel 2025 il gruppo ha investito 7,4 miliardi di dollari in sales & marketing, sostenendo le proprie “megabrands” e rafforzando la presenza nei principali appuntamenti sportivi e culturali. Nel 2026 il calendario offrirà ulteriori opportunità di visibilità e attivazione commerciale, tra Super Bowl, Olimpiadi Invernali e FIFA World Cup, eventi che potrebbero favorire una crescita dei profitti superiore a quella dei concorrenti in uno scenario ancora sfidante per la categoria birra.

Dal punto di vista geografico, il Nord America resta un mercato complesso, con ricavi in lieve flessione nell’anno, mentre Messico, Colombia e Sudafrica hanno mostrato dinamiche più robuste in termini di quota e marginalità. Più critica la situazione in Cina, dove la contrazione dei volumi e il riposizionamento sul canale in-home hanno inciso sui risultati, con un calo marcato dell’EBITDA nel quarto trimestre.

Strategicamente, AB InBev continua a lavorare su tre direttrici: crescita della categoria e premiumizzazione, sviluppo del portafoglio no-alcohol e Beyond Beer – quest’ultimo in aumento del 23% nel 2025 – e digitalizzazione del route-to-market attraverso la piattaforma B2B BEES, che ha generato 52,5 miliardi di dollari di GMV.

In sintesi, pur in un contesto di volumi globali in calo del 2,3% nell’anno, AB InBev dimostra capacità di difendere pricing, espandere i margini e mantenere flessibilità finanziaria. Per gli operatori della filiera beverage e per gli investitori, il 2026 si apre con un player leader che combina disciplina finanziaria, potenza di brand e leva commerciale globale come principali driver competitivi.

AB InBev volumi in calo

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