La penetrazione grocery di Walmart negli Stati Uniti raggiunge un nuovo massimo storico, toccando il 72% e segnando un punto di svolta negli equilibri del retail alimentare. È quanto emerge dall’ultimo Consumer Trends Tracker di Dunnhumby, che fotografa un mercato ancora profondamente influenzato dall’insicurezza finanziaria, in particolare tra gli adulti under 55.
Il dato rappresenta una crescita di 6 punti percentuali su base annua, la più elevata tra tutti i retailer monitorati dalla società di data science. Un’accelerazione che conferma la forza competitiva del canale mass e dei supercenter in una fase in cui la sensibilità al prezzo continua a orientare le scelte di acquisto.
Per la prima volta, la penetrazione del canale mass ha raggiunto il 79%, eguagliando quella dei supermercati tradizionali. Secondo Dunnhumby si tratta di uno “spostamento di milioni di consumatori”, che stanno modificando in modo strutturale i propri comportamenti di spesa.
Nonostante il rallentamento dell’inflazione ufficiale, la pressione percepita dalle famiglie resta elevata. Il 57% degli intervistati dichiara di avere difficoltà a coprire una spesa imprevista di 400 dollari, segnale di una fragilità finanziaria diffusa che si riflette direttamente sulle priorità di consumo.
In questo contesto, i prezzi competitivi proposti da supercenter, discount e dollar store mettono sotto pressione i supermercati tradizionali, costretti a difendere quote di mercato in un ambiente sempre più polarizzato. Dal 2022, anno della prima edizione del Consumer Trends Tracker, la penetrazione del canale mass è cresciuta complessivamente di 5 punti percentuali. Parallelamente, i dollar store hanno raggiunto il 42% di penetrazione, superando per la prima volta dal 2023 i club store. Insegne come Dollar General, Dollar Tree e Family Dollar hanno registrato incrementi tra i 4 e i 6 punti percentuali su base annua.
“Ciò che rende questa fase diversa dal picco inflattivo del 2023 è che la preoccupazione dei consumatori persiste anche se l’inflazione reale si sta moderando”, ha dichiarato Matt O’Grady, presidente Americas di Dunnhumby. “Il consumatore non lo percepisce. Dove acquista, come utilizza i coupon e persino come adotta l’intelligenza artificiale: tutto è orientato al risparmio.”
Secondo il report, i consumatori statunitensi percepiscono oggi l’inflazione alimentare intorno al 20%, oltre otto volte il tasso effettivo del 2,4% registrato a dicembre 2025. Questo scarto tra percezione e dato reale alimenta una cautela che sembra destinata a protrarsi. O’Grady sottolinea come i consumatori non possano semplicemente “tornare indietro” ai modelli di spesa precedenti: quando l’insicurezza alimentare si radica, l’accessibilità diventa la priorità assoluta.
L’indagine, condotta a dicembre 2025 su 8.500 shopper negli Stati Uniti e in altri cinque Paesi delle Americhe, conferma dunque un cambio strutturale nel grocery retail. Walmart consolida la propria leadership intercettando un bisogno primario di convenienza, mentre il settore tradizionale è chiamato a ripensare strategia, pricing e proposta di valore per restare competitivo in un mercato sempre più guidato dal fattore prezzo.


















