Walmart al 72% di penetrazione grocery: milioni di consumatori cambiano canale per risparmiare

Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Telegram
Email
Print

La penetrazione grocery di Walmart negli Stati Uniti raggiunge un nuovo massimo storico, toccando il 72% e segnando un punto di svolta negli equilibri del retail alimentare. È quanto emerge dall’ultimo Consumer Trends Tracker di Dunnhumby, che fotografa un mercato ancora profondamente influenzato dall’insicurezza finanziaria, in particolare tra gli adulti under 55.

Il dato rappresenta una crescita di 6 punti percentuali su base annua, la più elevata tra tutti i retailer monitorati dalla società di data science. Un’accelerazione che conferma la forza competitiva del canale mass e dei supercenter in una fase in cui la sensibilità al prezzo continua a orientare le scelte di acquisto.

Per la prima volta, la penetrazione del canale mass ha raggiunto il 79%, eguagliando quella dei supermercati tradizionali. Secondo Dunnhumby si tratta di uno “spostamento di milioni di consumatori”, che stanno modificando in modo strutturale i propri comportamenti di spesa.

Nonostante il rallentamento dell’inflazione ufficiale, la pressione percepita dalle famiglie resta elevata. Il 57% degli intervistati dichiara di avere difficoltà a coprire una spesa imprevista di 400 dollari, segnale di una fragilità finanziaria diffusa che si riflette direttamente sulle priorità di consumo.

In questo contesto, i prezzi competitivi proposti da supercenter, discount e dollar store mettono sotto pressione i supermercati tradizionali, costretti a difendere quote di mercato in un ambiente sempre più polarizzato. Dal 2022, anno della prima edizione del Consumer Trends Tracker, la penetrazione del canale mass è cresciuta complessivamente di 5 punti percentuali. Parallelamente, i dollar store hanno raggiunto il 42% di penetrazione, superando per la prima volta dal 2023 i club store. Insegne come Dollar General, Dollar Tree e Family Dollar hanno registrato incrementi tra i 4 e i 6 punti percentuali su base annua.

“Ciò che rende questa fase diversa dal picco inflattivo del 2023 è che la preoccupazione dei consumatori persiste anche se l’inflazione reale si sta moderando”, ha dichiarato Matt O’Grady, presidente Americas di Dunnhumby. “Il consumatore non lo percepisce. Dove acquista, come utilizza i coupon e persino come adotta l’intelligenza artificiale: tutto è orientato al risparmio.”

Secondo il report, i consumatori statunitensi percepiscono oggi l’inflazione alimentare intorno al 20%, oltre otto volte il tasso effettivo del 2,4% registrato a dicembre 2025. Questo scarto tra percezione e dato reale alimenta una cautela che sembra destinata a protrarsi. O’Grady sottolinea come i consumatori non possano semplicemente “tornare indietro” ai modelli di spesa precedenti: quando l’insicurezza alimentare si radica, l’accessibilità diventa la priorità assoluta.

L’indagine, condotta a dicembre 2025 su 8.500 shopper negli Stati Uniti e in altri cinque Paesi delle Americhe, conferma dunque un cambio strutturale nel grocery retail. Walmart consolida la propria leadership intercettando un bisogno primario di convenienza, mentre il settore tradizionale è chiamato a ripensare strategia, pricing e proposta di valore per restare competitivo in un mercato sempre più guidato dal fattore prezzo.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Pocket
WhatsApp
Non perdere niente! Iscriviti alla nostra newsletter.

Lascia un commento