Il colosso statunitense della distribuzione ha rivisto al rialzo le proprie previsioni di vendita e profitto per l’anno fiscale, sostenuto dalla solidità della domanda trasversale a tutte le fasce di reddito. I consumatori americani, sempre più attenti ai prezzi in un contesto di incertezza economica, continuano a scegliere Walmart come punto di riferimento, confermando la centralità della sua proposta di convenienza.
Nel secondo trimestre il gruppo ha registrato ricavi per 177,4 miliardi di dollari, superando le attese del mercato (176,16 miliardi secondo LSEG). La performance è stata trainata da un forte sviluppo dell’e-commerce, con un incremento del 25% delle vendite online a livello globale e consegne sempre più rapide: un terzo degli ordini partiti dai negozi è arrivato ai clienti entro tre ore.
Nonostante la solidità dei ricavi, il trimestre ha segnato la prima flessione degli utili in oltre tre anni. L’utile per azione rettificato si è attestato a 68 centesimi, al di sotto delle previsioni di 74 centesimi, un dato che ha pesato sull’andamento del titolo in pre-market (-3,3%). Secondo alcuni analisti, tuttavia, la flessione non riflette un indebolimento strutturale dei fondamentali, ma piuttosto stime troppo ambiziose da parte del mercato.
A livello domestico, le vendite comparabili negli Stati Uniti sono aumentate del 4,6%, superando le attese del 3,8%. La crescita è stata favorita dalla domanda di alimentari freschi, prodotti di largo consumo e farmaci da banco, oltre che dalla risposta positiva dei clienti a oltre 7.400 promozioni, con un aumento del 30% dei ribassi nel comparto grocery.
L’azienda ha inoltre beneficiato di un forte incremento del marketplace, che ha segnato una crescita del 40% nelle categorie elettronica, giocattoli, automotive, media e gaming. Le spese medie per cliente sono aumentate del 3,1% rispetto allo 0,6% dell’anno precedente, mentre il numero di visite è cresciuto dell’1,5%, in rallentamento rispetto al +3,6% di dodici mesi prima.
Sul fronte macroeconomico, Walmart ha confermato di aver iniziato a trasferire parte dei maggiori costi derivanti dai dazi su specifici beni importati, pur mantenendo una strategia orientata a limitare l’impatto sui consumatori. Due terzi dei prodotti venduti negli Stati Uniti provengono comunque da fornitori domestici, fattore che mitiga in parte la pressione rispetto ad altri retailer concorrenti.
Guardando al futuro, Walmart prevede una crescita delle vendite nette nel terzo trimestre compresa tra il 3,75% e il 4,75% a cambi costanti, in linea con le nuove stime per l’intero anno fiscale. Le previsioni per l’utile per azione rettificato sono state riviste a un range compreso tra 2,52 e 2,62 dollari, rispetto ai precedenti 2,50-2,60.



















