Walmart paga 100 milioni per chiudere il caso FTC su compensi e mance dei driver Spark

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Walmart Inc. ha accettato di versare 100 milioni di dollari per risolvere le accuse secondo cui avrebbe ingannato i propri driver sulle reali prospettive di guadagno, causando loro perdite per decine di milioni di dollari tra paga base, incentivi e mance. Il procedimento è stato avviato dalla Federal Trade Commission insieme a undici Stati americani e riguarda il funzionamento del programma Spark Delivery, la rete di lavoratori “gig” che effettuano consegne per conto del gruppo.

Secondo quanto riportato dall’autorità, Walmart avrebbe fornito informazioni fuorvianti in merito alla paga base, ai compensi incentivanti e soprattutto alle mance, elementi centrali per i driver nel momento in cui decidono se accettare o meno un’offerta tramite l’app Spark. Il programma, lanciato nel 2018, consente ai lavoratori autonomi di iscriversi per effettuare consegne per Walmart, ma anche per altri retailer come Home Depot e 1-800-Flowers, ampliando così le opportunità di incarico su base flessibile.

La FTC sostiene che dal 2021 il retailer abbia omesso dettagli rilevanti sul calcolo effettivo dei compensi, alterando di fatto le aspettative economiche dei driver. In particolare, quando un ordine veniva suddiviso tra più incaricati, l’app mostrava a ciascun driver l’importo totale della mancia, mentre in realtà la somma veniva poi ripartita tra tutti i soggetti coinvolti nella consegna. L’autorità accusa inoltre Walmart di aver comunicato ai clienti che il 100% delle mance sarebbe stato destinato ai driver, senza specificare i meccanismi di suddivisione nei casi di consegne multiple.

“La dinamica dei mercati del lavoro non può funzionare in modo efficiente senza informazioni veritiere e non fuorvianti sui guadagni e sulle altre condizioni materiali”, ha dichiarato Christopher Mufarrige, direttore del Bureau of Consumer Protection della FTC. Nel comunicato dell’agenzia si afferma anche che Walmart fosse consapevole delle criticità ma non sarebbe intervenuta per correggerle, violando linee guida della stessa FTC, normative federali e diverse leggi statali.

Da parte sua, il gruppo – il più grande retailer al mondo – ha fatto sapere di aver già effettuato pagamenti ai lavoratori interessati e di continuare a procedere con ulteriori rimborsi “ove appropriato”. La vicenda tocca un nodo strategico per Walmart, che si affida a una vasta rete di driver per estendere la propria copertura logistica e sostenere la crescita delle consegne di generi alimentari e prodotti non food da migliaia di punti vendita negli Stati Uniti.

L’accordo da 100 milioni di dollari chiude il contenzioso con l’autorità federale ma riaccende il dibattito sulla trasparenza dei modelli di lavoro on demand, in un contesto in cui la competitività dell’e-commerce si intreccia sempre più con la sostenibilità economica delle piattaforme e dei lavoratori che ne costituiscono l’infrastruttura operativa.

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